Rissa in centro, sindaco chiede tavolo con questore e prefetto: “più controlli”

Scritto da , 18 Maggio 2021
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di Erika Noschese

E’ in programma questa mattina l’incontro con il prefetto e il questore, chiesto dal sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli dopo la rissa tra minorenni, avvenuta sabato sera in pieno centro. Un episodio che, inevitabilmente, ha riacceso la polemica sulla mancanza di sicurezza in città anche a causa del numero esiguo di forze dell’ordine. “E’ un episodio sicuramente molto grave che deve fare da sentinella a quanto potrebbe scatenarsi e succedere nelle altre giornate e nei giorni di festa”, ha dichiarato il primo cittadino annunciato l’incontro con il prefetto per concordare un’iniziativa comune per capire quali sono le modalità per fare in modo che tutto questo non possa più accadere. “Il fatto che questo succeda in tutte le città d’Italia non è una cosa che ci conforta: Salerno è una città tranquilla e tale deve restare nei mesi a venire; che succeda altrove può dispiacere ma non è un metro di misura – ha aggiunto Napoli – Credo si stiano verificando episodi ascrivibili a fenomeni sociologici complessi, nel senso che la lunga pandemia, il travolgimento e il sovvertimento di modalità di vita, di consuetudine di rapporti può avere prodotto iniziative che poi si trasferiscono nella logica del gruppo, del branco ma queste sono analisi che competono a chi fa psicologia e sociologia; noi tentiamo di amministrare la cosa pubblica e con questo ci dobbiamo confrontare: abbiamo consapevolezza di un disagio giovanile importante, la mancanza della scuola e quanto successo in questi lunghissimi mesi e dobbiamo intervenire per fare in modo che la società salernitana nel suo complesso dia una risposta”. Al prefetto, il sindaco ha chiesto di intervenire anche sotto l’aspetto repressivo ma è necessario un incremento della vigilanza, dalla Polizia di Stato alla Guardia di Finanza, passando per la municipale, unico ente di competenza comunale. Vincenzo Napoli lancia poi un appello ai genitori, affinché facciano il loro dovere: “Dobbiamo chiedere a tutti di avere un comportamento responsabile perché il fatto che la curva epidemica dia risultati tranquillizzanti non vuol dire niente perché questo è un virus in grado di darci sorprese amarissime nell’arco di qualche giorno – ha infatti aggiunto il sindaco – Ciascuno deve fare la sua parte: l’aspetto repressivo arriva fin dove può arrivare, viene poi in soccorso l’autocoscienza, la responsabilità civile, l’amore per sé stessi e gli altri e questo è una cosa che si impara a scuola, nella vita di tutti i giorni. La cosa importante e drammatica è che anche persone adulte trasgrediscono amenamente alle norme imposte per il contenimento della pandemia ma i più giovani, probabilmente per temperamento o non so, sono più disposti ad avere atteggiamenti trasgressivi; il gusto della trasgressione ha attraversato tutte le generazioni ma qui è diventato particolarmente pericoloso; qui, il balneare di coltelli è un qualcosa che ci rende inquieti. Qualcuno dice che vengono da altre città ma il dato è preoccupante: io mi rivolgo ai genitori, mi metto a loro disposizione ma devono svolgere un ruolo importante; fare in modo che i loro ragazzi abbiano una consapevolezza maggiore. Io confido in tutto questo, poi parlerò con il prefetto e il questore per capire come intensificare la presenza senza fare opere di discriminazione ma l’aspetto repressivo conta”.

Presidi fissi nella movida. È la richiesta avanzata da alcuni ristoratori salernitani, anche dopo gli ultimi episodi di cronaca che si sono verificati nella città capoluogo. Una proposta che coinvolge non solo l’amministrazione comunale di Salerno ma anche la prefettura e la questura, fermo restando la difficoltà oggettiva dettata dalla “quantità di persone che sono in movimento e che rendono difficili le operazioni di qualsiasi natura”, ha dichiarato il sindaco che sembra intenzionato a chiedere alle istituzioni coinvolte un maggior coinvolgimento anche da parte dell’esercito italiano, presente sul lungomare cittadino: “Tenteremo di estremizzare un poco le prerogative dell’esercito per fare in modo che serva a qualcosa altrimenti si corre il rischio di avere sul territorio militari che fanno un lavoro encomiabile ma saranno delle belle statuine – ha detto Napoli – Tutti gli aspetti ascrivibili al giustificazionismo possono valere ma bisogno avere una coscienza civile, non vado ad ammazzare qualcuno perché mi annoio. Sul web sono circolate immagini esplicite dalle quali è possibile risalire ai volti, bisogna capire se si sono organizzate delle bande improvvisate di ragazzi; c’è bisogno di un lavoro di intelligence; c’è bisogno di un lavoro di indagine per avere un quadro preciso su quanto sta accadendo”.

 

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