Rientrati a casa i 250 evacuati di Sarno

Scritto da , 1 Ottobre 2020
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Sono rientrati tutti nelle loro abitazioni i 250 sfollati di Sarno, costretti a lasciare domenica scorsa le case per gli smottamenti e allagamenti nel comune dell’agro nocerino sarnese durante una giornata di maltempo. Il sindaco, Giuseppe Canfora, ha firmato un’ordinanza con cui dispone anche la chiusura del centro di accoglienza allestito per l’occasione nella scuola Baccelli. Oggi, riaprono anche le scuole, così come pure nel comune di Castel San Giorgio, dove la situazione era stata critica per gli allagamenti domenica e lunedì. Nel pomeriggio di ieri, si è tenuta una riunione operativa con la Protezione civile regionale e il Genio civile per la conta dei danni. Stando a quanto riferisce il primo cittadino, il direttore della Protezione civile regionale, Italo Giulivo, ha annunciato cinque interventi urgenti, tra i quali lo svuotamento della vasca San Vito, da realizzarsi con fondi regionali nelle zone del Saretto, vicolo San Sebastiano, ponte Santa Lucia e via Bracigliano. Intanto il neo eletto consigliere regionale campano, Enzo Alaia, ha incontrato Vincenzo De Luca. Un incontro, spiega una nota, “che è servito a discutere di programmazione per la prossima legislatura e delle problematiche riguardanti il territorio, in particolare quelle legate al dissesto idrogeologico”. Alaia, ha rappresentato al governatore “la condizione di difficoltà nella quale versa, in particolare, la comunità di Monteforte Irpino, così duramente colpita dal maltempo degli ultimi giorni”. Quanto accaduto a Monteforte, ha dichiarato Alaia a margine dell’incontro, “ha evidenziato, ancora una volta, la necessità di affrontare il problema della tutela del territorio in maniera complessiva, elaborando una pianificazione che scaturisca dal concorso di tutte le istituzioni interessate. Va valutata in tal senso la convocazione degli Stati generali contro il dissesto idrogeologico in Campania; un appuntamento che dovrà servire, grazie al contributo di Regione, enti locali ed enti montani, ad affermare un cambiamento culturale dal quale dovrà scaturire una sistematica attività di cura del territorio e la prevenzione dei fenomeni di dissesto”.

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