Ricovero ritardato e diagnosi errata: in otto a processo

Scritto da , 25 novembre 2015
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Riciclaggio, truffa ai danni dello stato, false comunicazioni sociali ed intestazione fittizia. Sarà processato  il 52enne di Pontecagnano Mario Castagna, con precedenti per reati contro il patrimonio. C’era lui, secondo gli accertamenti del nucleo tributario della Finanza, dietro la società che gestiva l’Hotel Ancora e che avrebbe truffato allo Stato quasi 1 milione di euro di finanziamenti. Con lui finiscono alla sbarra altre sette persone questa la decisione del Gip Berni Canani che ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio presenza dal pubblico ministero Alfano. La vicenda risale allo scorso luglio quando l’Hotel Ancora fu posto sotto sequestro e  scattarono una serie di misure cautelari. A distanza di un anno sono stati rimossi i sigilli sia agli appartamenti che all’albergo (il provvedimento più recente è per quest’ultimo). Rispetto all’iniziale inchiesta il pm Alfano ha chiesto il rinvio a giudizio per otto dei nove indagati archiviando la posizione di Giuseppe Castagna, fratello di Mario, già proprietario dell’hotel Mare e condannato per associazione a delinquere, usura ed estorsione. Fin dall’inizio mancavano nei suoi confronti   i gravi indizi di colpevolezza. L’uomo non risulta in possesso di denaro da investire esarebbe in una condizione di «totale dipendenza dal congiunto.  Secondo gli inquirenti Castagna si è servito di prestanome per occultare la disponibilità di denaro proveniente da attività illecite e per cercare di evitare i sequestri. Così la società “Il trifoglio”, proprietaria dell’hotel  Ancora e del ristorante “Lo Spilucchio” a Pontecagnano era intestata alla figlia Maria e al commercialista salernitano Franco Salerno, con amministratrice unica Pina Salerno, sorella del professionista.   A processo anche il 58enne salernitano Oscar Citro, imprenditore del by night che ha gestito tra gli altri “Il Tarì, e con lui i fratelli Ivan e Cristian Citro, che nel 2006 hanno venduto l’hotel Ancora alla srl “Il trifoglio”. È con la loro complicità, secondo quanto hanno ricostruito i finanzieri agli ordini del colonnello Antonello Mancazzo, che la società ( e quindi Mario Castagna) sarebbe riuscita a truffare lo Stato ottenendo il finanziamento della legge 488 per l’acquisito dell’albergo ma facendosi poi restituire dai venditori 200mila euro del prezzo che figurava nella pratica.  Ieri la decisione del Gup del Tribunale di Salerno che ha disposto il rinvio a giudizio per gli otto indagati. La prima udienza è fissata per il 29 gennaio davanti ai giudici della terza sezione penale del Tribunale di Salerno.

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