Revocata la misura interdittiva a carico del prefetto Malfi

Scritto da , 28 aprile 2018
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Pina Ferro

Revocata la misura interdittiva a carico del Prefetto di Salerno Salvatore Malfi. La decisione è stata assunta dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Vercelli. Il gip ha accolto l’instanza presentata dagli avvocato Giovanni Annunziata e Roberto Scheda, rimettendo il prefetto in servizio. “Il provvedimento emesso dal Gip è il frutto di un percorso di collaborazione, scelto come linea difensiva, avviato, per vero, con il lungo interrogatorio di garanzia svoltosi dinnanzi al Gip di concerto con gli ulteriori elementi forniti negli atti difensivi”. Hanno sottolineato i due difensori. Ora prima che il Prefetto torni al suo posto occorrerà che trascorrano i tempi tecnici necessari all’adempimento di alcuni iter burocratici. Era il 16 marzo scorso quando l’ex prefetto di Vercelli, Salvatore Malfi, è attuale prefetto di Salerno, fu sospeso per tre mesi. Il provvedimento fu assunto con un’ordinanza, nell’ambito di un’indagine condotta dalla squadra mobile della questura vercellese e dalla guardia di finanza, coordinate dal magistrato Davide Pretti. L’attività si riferisce al periodo in cui era a Vercelli (A Salerno era arrivato nel gennaio 2016, dopo cinque anni). Malfi è accusato di abuso d’ufficio nei confronti dei suoi più stretti collaboratori per aver «ingenerato un clima di costante terrore e di estrema tensione negli uffici prefettizi», fanno sapere dalla procura. In particolare, secondo gli inquirenti, «il prefetto era solito rivolgersi ai dipendenti con espressioni ingiuriose, a sfondo sessista, umilianti e denigratorie, utilizzando toni e atteggiamenti discriminatori e minacciandoli finanche di morte». Responsabilità emersero anche in merito alla sussistenza di reati contro l’assistenza familiare e contro la persona. Il provvedimento di sospensione rientrava in un più ampio contesto di indagine nel settore della spesa pubblica, con particolare riferimento alla gestione del servizio per l’accoglienza dei richiedenti asilo, nell’ambito del quale sono emersi gravi indizi in relazione a reati contro la pubblica amministrazione: dalla turbativa d’asta alla rivelazione di segreti d’ufficio.

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