Restivo a Salerno per il processo d’Appello

Scritto da , 20 Marzo 2013
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Ha guardato negli occhi l’assassino di sua figlia. La mamma di Elisa Claps ha voluto sedersi proprio affianco alla gabbia dove era rinchiuso Danilo Restivo. Sul banco ha appoggiato una foto della giovane ragazza. Si è aperto così, davanti ai giudici della Corte d’Assise d’appello del tribunale di Salerno, il processo di secondo grado a carico dell’unico imputato, già condannato in primo grado a 30 anni di reclusione, per l’omicidio di Elisa Claps, la studentessa potentina il cui corpo fu ritrovato dopo 17 anni dalla sua scomparsa nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza. Maglioncino celeste e jeans, occhi nel vuoto, Restivo, che appena arrivato presso il palazzo di giustizia assiepato di giornalisti ha chiesto di incontrare il suo legale, è rimasto impassibile per tutto il tempo dell’udienza senza rivolgere neppure uno sguardo alla signora Filomena. Il processo si è aperto con la relazione del dottore Siano, giudice relatore, che ha letto i motivi di appello: poi è stato chiesto all’imputato se volesse rendere delle dichiarazioni spontanee. Restivo, che ieri non ha aperto bocca, potrà farlo nel corso della prossima udienza. Quindi il rinvio al prossimo 26 marzo quando ci sarà la requisitoria del Pg, mentre il 9 aprile arriverà il verdetto dopo le discussioni dei legali, l’avvocato Alfredo Bargi per Restivo e l’avvocato Giuliana Scarpetta per la famiglia Claps. Sempre la stessa la tesi della difesa che contesta la gravissima accusa di omicidio professando la completa estraneità dell’imputato ai reati contestati dalla Procura.
“Non contesto le perizie – ha affermato l’avvocato Bargi – ma ritengo che ci siano spazi lasciati scoperti e che ci sia anche un problema sulla perizia medico-legale che va approfondita. I punti della mia linea sono diversi. C’è un problema scientifico e un problema di prova, di attendibilità delle dichiarazioni, degli elementi di indagine raccolti, come avviene in tutti i processi». Il legale di Restivo si riferisce, in particolare, all’attendibilità del risultato scientifico “delle tracce del dna” sul quale, invece, non ha dubbi l’avvocato Giuliana Scarpetta che parla di “prove schiaccianti”. «Per questo delitto – ha affermato – ci sono più firme dell’imputato: c’è il “rito” del taglio dei capelli, e poi il dna”. In aula, anche il fratello di Elisa, Gildo Claps.
«Non sarà facile guardare negli occhi Restivo – ha affermato pochi minuti prima dell’udienza – soprattutto quando rilascerà le sue dichiarazioni farneticanti. Ci lascia tanta amarezza e tanto dolore sentire che la considerava un’amica. Restivo non deve neanche permettersi di nominare mia sorella. Dopo venti anni in cui si è nascosto ed è sfuggito alla giustizia, non deve dire che Elisa era sua amica. È scandaloso. Io spero che guardarlo negli occhi sia utile ma purtroppo credo continuerà la linea difensiva che ha sempre avuto da venti anni a questa parte. Ovvero che non è stato l’ultimo a vederla e che quando l’ha lasciato era ancora viva».

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