Renzi: «Massima mobilitazione per Enzo»

Scritto da , 23 Maggio 2015
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di Andrea Pellegrino

«La cosa è semplice: qui o vince De Luca o vince Caldoro, non vincono i sociologi o gli analisti. Ora siamo entrati nei dieci giorni che decideranno i prossimi 5 anni». Matteo Renzi chiede un impegno totale del Partito democratico da qui all’apertura delle urne. «Il prossimo 31 maggio deve vincere Vincenzo De Luca», ha esortato il premier alla platea dell’hotel Mediterranea ieri pomeriggio durante la convention di Assunta Tartaglione e Vincenzo De Luca. «Passate in rassegna tutta la vostra rubrica telefonica – ha detto Renzi – e convincete la gente a votare non De Luca ma un progetto di cambiamento per questa Regione». E Renzi nel suo “endorsement” per Vincenzo De Luca non nega i successi di Salerno. «Se fosse esportato questo modello in Regione, l’Italia guadagnerebbe punti di Pil». Quindi dice Renzi: «Pancia a terra e testa alta», riprendendo l’ultimo slogan di Vincenzo De Luca “A testa alta”. Gufi avvisati (ho visto l’antidoto di De Luca, scherza), Matteo Renzi incita la platea: «Diranno sempre che non possiamo farcela ed invece ci riusciamo sempre». Una fine delle ostilità, dunque, con Vincenzo De Luca. Seppur il premier gli ricordi quelle primarie del 2012: «Eravamo su lati opposti – dice Renzi – ma siamo rimasti amici». Poi scherza su “frullino sei il mio battito d’ali” (la celebre scritta al muro contestata in tv da Vincenzo De Luca qualche anno fa): «Sicuramente – ha detto ancora il premier – “frullino” voterà Stefano Caldoro». Dice poi basta alla guerra interna ed anche alle contestazioni sulle liste e sugli impresentabili. «Sulla legalità non prendo lezioni da nessuno», ribatte: «Abbiamo fatto una legge contro la corruzione ed ora contro gli ecoreati, penso che non dobbiamo dar conto a nessuno. Ricordo, inoltre, che per la prima volta abbiamo sciolto una Azienda sanitaria locale proprio qui a Caserta». Quanto ai dissidenti interni al Partito democratico, dice: «C’è il congresso. Quella è la sede per il confronto all’interno di un partito». Sulle critiche rispetto alle primarie, dice: «Non vedo l’ora di assistere alle primarie dall’altra parte per vedere come il grado di democrazia interna diventerà maggiorenne». E sulle ripercussioni che il voto di domenica 31 maggio avrà sul governo nazionale, il premier dice: «Non è tanto importante sapere in quante regioni si vince: sei a uno sarebbe un buon risultato, ho già detto qualche giorno fa. Ma la cosa importante è sapere quanti posti di lavoro si creano». Sulla Campania dice: «Alla fine della nuova legislatura “Terra dei fuochi” dovrà essere un’espressione che ricordi il passato. Abbiamo visitato l’impianto di compostaggio – ha aggiunto Renzi – è possibile fare in sedici mesi quella struttura e fare dei rifiuti un’occasione in cui la camorra sta fuori e il buon senso dentro». Infine sulla mancata visita a Napoli a favore di Salerno: «Non solo perché qui c’è San Matteo, un Santo che ho particolarmente a cuore, ma soprattutto perché questa è una città ben amministrata. De Luca è un uomo del fare».

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