Regione, la Corte cancella i residui e aumenta il disavanzo. Ecco quanto pesano le società

Scritto da , 12 Luglio 2016
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di Andrea Pellegrino

Cancellati dal conto circa 500 milioni di residui attivi ed aumentata la somma vincolata. La Corte dei Conti interviene sul rendiconto generale della Regione Campania per l’esercizio 2013. Così, a conti fatti, si legge nella delibera della giustizia contabile: «sul disavanzo finanziario sostanziale di euro -1.486.962.298,31 gravano ulteriori componenti negative per euro 1.993.102.971,27, per cui il risultato di amministrazione va rideterminato in euro -3.480.065.269,58». Delibera che ora ritorna nelle mani del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che dovrà riportare l’atto in aula regionale. Inoltre, per i provvedimenti del caso, la sezione controllo della Corte dei Conti ha trasmesso gli atti anche alla Procura generale, nonché alla Presidenza del Consiglio di Ministri e al Ministero dell’economia e delle finanze. Il giudizio scaturisce da una attenta relazione. «In sede istruttoria sono state rilevate diverse irregolarità – dicono i giudici contabili – alcune delle quali impattanti direttamente sull’ammontare dei resti di cui al documento contabile in esame, altri indirettamente, tramite vincoli finanziari sul risultato di amministrazione. Tali irregolarità refluiscono nel quadro riassuntivo del risultato di amministrazione 2013, nei termini di inesigibilità/insussistenza, a seguito di verifica diretta dei correlati fascicoli, di crediti per un importo complessivo di euro 578.126.616,06».
E sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei Conti sono passate tutte le spese, relativamente al 2013. Dal personale fino alle società regionali e alle partecipate.
Per quanto riguarda il personale, la Corte nella relazione scrive: «Non si può fare a meno di osservare che in base ai dati comunicati, le spese per il personale sostenute complessivamente dai gruppi (sommando le voci “Spese per il personale sostenute dal gruppo”; “Versamento ritenute fiscali e previdenziali per spese di personale”; “Rimborso spese per missioni e trasferte del personale del gruppo”; “Spese per acquisto buoni pasto del personale del gruppo”) ammonterebbero ad un totale complessivo di € 1.033.374,97». Ed, infatti, secondo i dati, il Pdl ha speso € 344.564,59; il Centro Democratico  € 45.876,84; il Pse € 23.779,67; il Partito democratico € 290.136,81; il Mir  € 16.475,61; l’Udeur € 32.251,50; l’Udc  € 116.951,96; Caldoro presidente  € 135.855,50 ed il gruppo misto € 27.482,49 .
Censurato, inoltre, il reclutamento di personale da parte delle società partecipate, senza l’evidenza pubblica. «La Corte dei conti, in sede di controllo sulla sana gestione finanziaria – si legge – ha spesso censurato quale grave irregolarità contabile la violazione di tali innovative disposizioni, segnalando agli enti locali soci degli organismi coinvolti “che le assunzioni eventualmente disposte dalla Società in assenza di procedure selettive si porrebbero in contrasto, tra l’altro, con l’obiettivo di impedire che lo schema organizzativo societario possa avere effetti elusivi dei vincoli di finanza pubblica, attese le inevitabili ricadute sul bilancio degli enti partecipanti». Ed ecco il quadro tracciato sulle società partecipate: l’Air spa chiude il bilancio d’esercizio 2013 con un risultato positivo di euro 126.319; Astir spa in fallimento: la società è stata dichiarata fallita nel luglio 2013. La gestione del fallimento è tutt’ora in corso; Campania Ambiente e Servizi spa: l’azienda ha chiuso il bilancio d’esercizio 2013 con una perdita di euro 223.232.  L’attuale fase vede gli organi impegnati nei piani della liquidazione, nel censimento delle situazioni attive e passive, nella pianificazione delle attività da portare a conclusione e nell’ultimazione delle rendicontazioni; Caremar spa: la società ha chiuso l’esercizio 2013 con una perdita di euro 2.306.790; Eav srl ha chiuso l’esercizio 2013 con una perdita di euro 7.471.549; Film Commission srl: la società, trasformata in fondazione di partecipazione nel gennaio 2014, ha chiuso l’esercizio 2013 con un utile di 58.957 euro. Nel 2013 l’attività regionale è stata orientata ad assicurare la prosecuzione delle attività e la conservazione del patrimonio sociale, che ha costituito il fondo di dotazione della fondazione; Sauie srl: La società ha chiuso l’esercizio 2013 con un risultato positivo, e in particolare con un utile di euro 231.152; Sma Campania spa divenuta totalitaria nel giugno 2012 e successivamente società in house, ha chiuso l’esercizio 2013 con una perdita di euro 5.661.790; Soresa spa: la società ha chiuso l’esercizio 2013 con un pareggio di bilancio; Sviluppo Campania spa: la società ha chiuso l’esercizio 2013 con una perdita di euro 335.269. La partecipazione nella società da parte della Regione è stata acquisita, nel 2011, da Invitalia (agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo delle imprese); Efi in liquidazione spa ha chiuso l’esercizio 2013 con una perdita di euro 285.505. La società ha anticipato ai soci la presentazione di un progetto di trasformazione in fondazione, maggiormente consona alle sue finalità; Tess in liquidazione spa: la società ha subìto, nel 2013, una perdita di euro 1.562.843. Nel giugno 2014 la partecipazione regionale in Tess è stata trasferita a titolo non oneroso alla società veicolo, che dovrebbe agevolare la sua definitiva liquidazione;  Arcss scpa in liquidazione: la società ha chiuso l’esercizio 2013 con una perdita di euro 174.215; Cithef scarl: la società ha rilevato un pareggio di bilancio; Conflomer scpa: la società ha chiuso l’esercizio 2013 con una perdita di euro 16.305; Scabec spa: La società ha rilevato un utile di euro 13.591. Per essa procede il piano di rientro delle posizioni creditorie verso la Regione e la fondazione Donna Regina, approvato dai soci nel 2012;Trianon spa: la società ha chiuso l’esercizio 2013 con un utile di euro 3.787; Acn srl in liquidazione: la società ha chiuso l’esercizio 2013 con una perdita di euro 1.531.886; Asse scpa: la società ha chiuso l’esercizio 2013 con un utile di euro 26.891; cessata nel dicembre 2013, ha distribuito quanto residuava dell’attivo;  Bagnoli Futura spa in fallimento: la società ha rilevato una perdita 2013 pari a euro 14.467.741 ed è stata dichiarata fallita nel maggio 2014; Caan scpa ha chiuso l’esercizio 2013 con un utile di euro 2.359.263; Intrapresa srl: La società ha chiuso l’esercizio 2013 con un utile di euro 23.750; Mostra d’oltremare spa: la società ha chiuso l’esercizio 2013 con una rilevante perdita, pari a euro 4.458.589; Pst spa in liquidazione: la società ha chiuso l’esercizio 2013 con una perdita di euro 259.546; Sirena scpa in liquidazione: la società ha chiuso l’esercizio 2013 con una perdita di euro 928.488.
«Questa sezione  – concludono – rileva la assoluta necessità di eliminare il circuito per cui la dazione di risorse pubbliche (attraverso conferimenti di capitale sociale o a copertura perdite, oltre che trasferimenti a vario titolo), continuino, in molti casi, a generare perdite e inefficienti servizi, oltre che crescenti esposizioni debitorie, con palese sperpero di pubbliche risorse».

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