Regionali: De Luca e il Pd ci saranno 5 Stelle, Andrea Cioffi sulla graticola

Scritto da , 14 Giugno 2019
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di Andrea Pellegrino

Il Pd ci sarà ma ci sarà soprattutto Vincenzo De Luca. Il governatore della Campania chiarisce subito, in vista delle prossime elezioni regionali. Lui ci sarà, probabilmente anche il Pd. «Le bandiere di partito contano fino ad un certo punto», spiega il presidente della Regione ai microfoni di Radio Crc. «Conta – prosegue – dire ai cittadini cosa si è fatto nella vita». Ed ancora: «Una delle cose belle della campagna elettorale sarà verificare cosa hanno fatto quelli che si candidano. In alcuni casi niente». A proposito degli sfidanti, Caldoro per il centrodestra o Costa per il Movimento 5 Stelle, De Luca dice: «Sono evangelico, accolgo a braccia aperte tutti quanti. Chi si vuole candidare, si candidi». Mentre a de Magistris riserva un trattamento diverso, pur senza nominarlo: «C’è gente che partecipa a ogni campagna elettorale. Dalle Nazioni Unite al condominio, è sempre candidato». I Cinque Stelle trattano e guardano, intanto. C’è l’area deMa ma ci sono anche i Verdi e parte degli scontenti del Partito democratico. Zingaretti valuta, così come anche Di Maio alle prese, quest’ultimo, con una revisione del governo. E sulla graticola Cinque Stelle spunta anche un sottosegretario salernitano. Si tratta del senatore Andrea Cioffi che potrebbe essere uno dei sacrificati del rimpasto pentastellato. Cioffi, insieme a Davide Crippa, è stato uno dei più criticati per una serie di mancanze. «Assenza di confronto rispetto alle decisioni assunte, anche in contraddizione con l’indirizzo politico del M5S indicato nel programma elettorale – si afferma in un documento – Assenza di dialogo con la Commissione, rispetto agli argomenti trattati nei lavori della stessa. Assenza di confronto per la definizione di indirizzi, proposte emendative (pareri, riformulazioni, etc.)». E ancora: «Assenza di interlocuzione anche per temi che arrivano dal territorio a cui tutti noi siamo chiamati a dare risposte. Questa assenza – si legge ancora – si rileva anche per altri sottosegretari». Tra le accuse sollevate, infine, anche la scarsa presenza sui territori.

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