Quelli che la Danza: homage a John Cage

Scritto da , 22 Marzo 2019
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Stasera alle ore 21, la Sala Pasolini ospiterà la compagnia Art Garage che proporrà “Silence Music of Life”. Sabato in scena l’Arb Dance Company con “Sweet Swan Sway!”

 

Di Olga Chieffi

Ligeti, nel brano “Nouvelles aventures” è riuscito a terminare con un silenzio diverso da quello che, in ogni concerto classico, separa per un breve momento l’ultima nota dai primi applausi: un silenzio che è parte integrante dell’opera. Il direttore d’orchestra tiene ancora alta la propria bacchetta, come se dovesse seguire altro suono e l’uditorio ascolta questo silenzio, poi, egli abbassa il braccio. Succede qui che l’uditorio si fidi di un segno non sonoro, ma sicuramente musicale, che gli dice – gli fa credere – che l’opera non è ancora terminata. Marguerite Yourcenar fa scrivere al suo Alexis “Mi è sempre sembrato che la musica non dovrebbe essere che silenzio, ed il mistero del silenzio che cerca di esprimersi. Guardate per esempio una fontana. L’acqua muta riempie le condotte, vi si ammassa, ne deborda e la perla che cade è sonora. Mi è sempre sembrato che la musica non dovrebbe essere che il troppo pieno di un grande silenzio”. (M.Yourcenar , Alexis ou le traité du vain combat, in Alexis, Le coup de grace, Gallimard, coll. Folio, Paris 1991). E’ oggi legittimo considerare il silenzio come una condizione del suono. John Cage scrive in Silence: “….Ogni qualcosa è una celebrazione del nulla che la sostiene….Se tu non percepissi il nulla, non percepiresti la cosa”. Cage con il suo 4’33’’ la sua opera –non opera per pianoforte, datata 1954, elimina la distinzione tradizionale tra suono e silenzio, sottolineando che in un ambiente normale non esiste nulla che possa dirsi silenzio totale: ciò che noi pensiamo sia il silenzio, in realtà è un cumulo di “suoni” casuali da cui siamo circondati. Infatti, un uomo rinchiuso in una cella aneroide, a distanza di qualche minuto secondo, incomincia a percepire il ritmo primo che è il battito del proprio cuore. Ne deriva che il suono e il silenzio(il silenzio delle cose nelle cose, nei nomi, nei suoni che non sono stati mai scritti) hanno connaturato parimenti e in assoluto la durata e il tempo. Ecco l’urgenza, al di là dell’analisi tradizionale che sembra non prendere in conto la pausa, il suo colore, il suo spessore, di abbandonare ogni intento di controllo del suono e tentare di scoprire i mezzi che consentono i suoni di essere se stessi: ritorna il silenzio, da cui nasce la musica, sovrastare, quale condizione essenziale del suono per ritrovare la sua matriciale purezza. La seconda edizione di Quelli che la Danza principierà, stasera, alle ore 21, nella Sala Pasolini, proprio con un omaggio a John Cage con una performance di danza  e musica elettronica che prova a ridare dignità al rumore di fondo con il movimento nel “momento”, “Silence Music of Life”, per la coreografia di Emma Cianchi, con interpreti i ballerini di ArtGarage, sostenuti dal Sound Artist Dario Casillo. I performer e il suono diventano parte di un unico processo creativo in bilico tra live-performance e installazione. Silence – Music of Life diventa un’opera “ready-made”. La coreografia e il suono si fondono come in un’opera di Duchamp, dove ogni gesto del corpo e ogni gesto sonoro acquisiscono un nuovo carattere semantico nel mondo dell’immaginazione. Domani in scena l’Arb Dance Company protagonista di “Sweet Swan Sway” ideata da Nyko Piscopo, con Sibilla Celesia, Monica Cristiano, Leopoldo Guadagno, Elisabetta Violante, Roberta Zavino, sulle musiche diPyotr Ilyich Tchaikovsky drammaturgia musicale Sika. Una riflessione sulla condizione della donna, dal punto di vista psicologico, non lontano dalla traccia di Mats Ek.

 

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