Quella Tosca che non invecchierà mai

Scritto da , 19 Maggio 2019
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Un prima della prima ieri pomeriggio al teatro Verdi con Daniel Oren che rincontra una delle sue eroine preferite, nell’opera amata dal governatore Vincenzo De Luca

 Di OLGA CHIEFFI

Un prima della prima ieri pomeriggio, al teatro Verdi di Salerno per questa Tosca che chiuderà la prima parte della stagione, e che andrà in scena il 21, il 25 e il 29 maggio. Daniel Oren, che sarà alla testa dell’ Orchestra Filarmonica Salernitana, del coro preparato da Tiziana Carlini e delle voci bianche di Silvana Noschese, si è presentato in conferenza già con la partitura dell’amatissima opera pucciniana, straziata, macerata, infinite volte ri-nata, approfondita, coloratissima, poiché di lì a breve sarebbe salito sul podio per la generale. Una generale aperta alle scuole, ma anche alla stampa come non capitava da tempo immemore, ma si sa che Tosca è una delle opere più amate dalla bacchetta israeliana, e anche dal Governatore Vincenzo De Luca ( ma da chi mai sarà attratto dallo charme di Scarpia, dal suo pregiato Vin di Spagna o dall’occhio nero di Floria Tosca?) in cui ci si ritrova come nessuno, unitamente alla Manon  e allo Chenièr e, aggiungiamo noi, al Nabucco. “Tosca è nella mirabile evocazione di tutta la parte che concerne la città, in cui la vicenda si svolge e la partitura ne confeziona quadri eloquentissimi”. Ricordiamo l’evocazione delle campane di Roma “quel tono squarciato, indistinto, confuso, inafferrabile del campanone di San Pietro risponde ad un minaturale”. Così scriveva Giacomo Puccini ai librettisti e Daniel Oren ha promesso di farcele sentire bene tutte. Poi, il Maestro ha continuato nel suo lungo intervento affermando che protagonista in quest’opera è il sadismo di Scarpia, la censura, un coagulo impressionante di sangue e di nero, degno di un ritratto della città quirita, del tempo, tutta erotismo e superstizione, oscurantismo poliziesco e volgarità bacchettona, sottoproletariato e aristocrazia perversa. E’ il suo tema che dà inizio all’opera quel cromatismo quell’elemento dominante del “Vivacissimo con violenza” nel quale dopo i famosi tre accordi, affidati agli ottoni, con cassa e piatti (già piazzati nel palco di boccascena), sopraggiunge il fuggiasco Angelotti con ancora il fiato sul collo di quegli accordi-personaggio. Michele Sorrentino Mangini, felicemente supportato dallo scenografo e costumista Flavio Arbetti, si è affidato al Giacomo Puccini drammaturgo eccellente e ha promesso di farci vedere una Tosca, in cui l’attenzione e la meraviglia del pubblico non cederà un solo istante, con effetti di luce particolarissimi, da cinema, che saranno firmati da Alessandro Papa e Nunzio Perrella. Stellare il cast scelto: la crudeltà e l’ansia di Scarpia, avrà la voce di Sergey Murzaev, mostro corrotto ma sincero, uomo di mondo e fedele servitore dell’autorità; la tenerezza di Tosca, che avrà la voce di Maria Josè Siri, l’unica donna ammessa nell’opera, “la prima donna femminista – ha affermato Daniel Oren – grande artista artista che si umilia come una donnicciola qualsiasi quando si prosterna disperata ai piedi dell’aguzzino, implorando pietà per il suo uomo, è la stessa creatura che, brandisce un coltellaccio da cucina e trucida selvaggiamente il boia che la vuole sua in cambio della salvezza dell’amante, il pittore Cavaradossi, al quale darà vita Gustavo Porta attaccato alla vita e al piacere con ingenuità poetica, non è che il signor tenore, al quale non gli è permesso che cantare due romanze “Recondita Armonia” e “Lucean le stelle”; a completare il cast il basso Carlo Striuli, sarà Cesare Angelotti, e la triade Angelo Nardinocchi, Enzo Peroni e Maurizio Bove, ricoprirà i ruoli del sagrestano, Spoletta e Sciarrone, mentre il carceriere sarà Massimo Rizzi e il ruolo del pastorello, che va a schizzare l’immagine della città di Roma, insieme al Te Deum del canto gregoriano e appunto ai toni delle campane, avrà la doppia voce di Andrea Della Vecchia Ambrosino e Aysheh Husainat. “Grande e solita famigliare organizzazione per questa Tosca che farà accendere i riflettori di tutti i media – ha dichiarato Antonio Marzullo -. Non è semplice, ma noi, mossi dalla passione riusciamo di volta in volta, a confezionare un grande spettacolo. Non solo spettacolo, ma anche alta formazione, poiché ospitiamo durante le prove ben sei licei, che hanno scelto il nostro teatro per svolgere le ore di alternanza scuola-lavoro”.

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