“Quel ponte sul Fiordo di Furore…”

Scritto da , 13 Luglio 2013
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L’acqua, trasparente come cristallo, è la protagonista del nuovo romanzo (il quarto) del dottore salernitano Enzo Capuano, direttore dell’Unità di Cardiologia e Utic dell’Ospedale di Mercato San Severino: “Quel ponte sul Fiordo di Furore. Un grande tuffo che parte da lontano”, edito da Controcorrente, di Pietro Golia, che è stato presentato venerdì sera al Circolo Canottieri Irno, presieduto dal dottor Alberto Gulletta. L’acqua, legame virtuale tra due mondi diversi: quello di Furore, dal caratteristico fiordo, intriso di magiche atmosfere, con le case scolpite nella roccia, dove ogni anno, la prima domenica di luglio, si svolge il Marmeeting, la gara internazionale di tuffi da una piattaforma posta a 28 metri dal filo dell’acqua, ideata venti anni fa da Oreste Varese, e quello di Mostar, una grande città ancora stordita dalla guerra tra croati e musulmani dove, dal ponte antico di pietra, poi distrutto dalle granate, simbolo dell’unione tra Oriente e Occidente, si tuffava da bambino il protagonista del libro, “come un gabbiano che, volteggiando leggero, disegna immagini delicate nella luce bianca del cielo”. Tanti i nomi dei tuffatori presenti nel racconto frutto di fantasia, che sono quelli reali dei protagonisti del Marmeeting, come reali sono i nomi di Sergej Zotin, Andrea Fortunato e Paolo Pinto, tre amici di Vincenzo Capuano, tre campioni scomparsi, ricordati nel libro dedicato al suo papà: Eduardo Capuano, che lassù, in cielo, orgoglioso, sicuramente lo ha apprezzato. Il libro è stato raccontato e commentato da tre importanti relatori, moderati con brio dal giornalista Pino Blasi: la professoressa Emilia Surmonte, che ha sottolineato la scioltezza e l’alta qualità della scrittura del libro; il giornalista Andrea Manzi, che ha analizzato la poetica di Capuano: «Un medico umanista che ci ha regalato una gioia»; e l’attore e regista teatrale Pasquale De Cristofaro, che ha recitato alcune pagine del libro, definite da Blasi: «Pennellate di vita. Pagine di poesia che ti aiutano ad accarezzare la speranza», riuscendo a ricreare le sensazioni che si provano leggendolo, suscitando delle forti emozioni. Il dottor Capuano, è un cardiologo con la passione per la scrittura: «Mi è sempre piaciuto raccogliere degli appunti, per risistemare i pensieri, gli affetti; per fissare i nomi dei luoghi che ho visitato. Mettendoli insieme, mi è venuta l’idea di raccontare le emozioni vissute, come quelle del mio viaggio a Mostar, dove nasce il tuffo del protagonista, adolescente, un tuffo lento ed armonioso che si corona a Furore, dove incontra il mondo della competizione, da lui sempre sognato. Un libro dove si parla dell’amicizia, fondamentale per superare le difficoltà, e dell’amore verso gli altri», ha spiegato, con spirito rotariano, il dottor Capuano, socio del Rotary Salerno Picentia, presieduto dal dottor Silvio Cocurullo. Un libro, che ti affascina, ti cattura, ti avvolge, ti resta dentro; che fa vibrare l’anima. Un libro che vale la pena di leggere.

Aniello Palumbo

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