Quattro salernitani nella Compagnia del Cigno

Scritto da , 13 Aprile 2021
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di Olga Chieffi

La Compagnia del Cigno, la serie firmata da Ivan Cotroneo e Monica Rametta è tornata in Tv, due anni dopo il successo della prima stagione, lanciando un messaggio essenziale di questi tempi, quel “Solo, non sarai nessuno”. Abbiamo ritrovato i sette protagonisti cresciuti di due anni, alla soglia della maturità e dell’ingresso in un mondo fatto di responsabilità, doveri e sfide diverse, sicuramente più dure e probabilmente capaci di mettere in difficoltà il forte rapporto d’amicizia che li lega, stretto in onore di Giuseppe Verdi che era, appunto soprannominato il Cigno di Busseto.

Ivan Cotroneo riparte da loro, riportandoci nelle loro vite, ma mettendo subito in chiaro che la sua attenzione sarà rivolta anche al mondo degli adulti che si sviluppa attorno a loro. Ritroviamo, infatti, anche l’inflessibile maestro Luca Marioni, interpretato da Alessio Boni e sua moglie Irene (Anna Valle), mentre si aggiunge il nuovo maestro Teoman Kayà, ex allievo del conservatorio Verdi che sembra in grado di alterare gli equilibri consolidati tra i personaggi della serie. Il tutto sullo sfondo della musica, regina assoluta nelle vite dei sette ragazzi così come nella serie, con un’attenzione nella selezione dei brani di musica classica studiati dai ragazzi e della componente più pop che continua a essere presente, che vedrà i camei di Francesco Gabbani, Ornella Vanoni, Malika Ayake e Mika. In orchestra abbiamo riconosciuto tre giovani musicisti salernitani, i cornisti Michele Palomba di Serre e Fabrizio Cirillo di Torchiara, entrambi allievi del Conservatorio di Musica di Salerno, mentre le percussioni sono state affidate a Francesco D’Ambrosio di Torre Orsaia, diplomatosi al Liceo musicale di Sapri e laureando al Martucci. Tra gli archi, invece, c’è la violista Marta Cappetta, agropolese, ma fresca di studi presso l’Istituto Superiore di studi musicali G. Verdi di Ravenna. Siamo riusciti a raggiungere il cornista Michele Palomba, grazie ai buoni offici del M° Luciano Marchetta, poichè “E’ grazie a lui che ho imbracciato il corno francese – ha rivelato Michele- uno strumento particolare, di difficile intonazione, ero stato, infatti, ammesso a pianoforte al liceo Confalonieri di Campagna. Il maestro Marchetta per avere un ensemble di fiati completo, mi assegnò come secondo strumento il corno. Poi, notato un certo talento, mi affidò a Filippo Azzaretto, docente del Martucci, in contemporanea con gli studi al liceo con Christian Di Crescenzo. Ricordo felice di questo periodo è certamente il viaggio in Arizona dove suonai il corno con l’ensemble di fiati, e al Museo degli Strumenti Musicale tra i più grandi al mondo, invece, mi esibii al pianoforte”. Come ti sei ritrovato nell’Orchestra Giovanile di Roma che incide e partecipa in video alle riprese della seconda serie de’ “La Compagnia del Cigno”? “E’ una selezione che avviene attraverso le orchestre scolastiche, regionali, “verticali”. Abbiamo lavorato in tempo covid con le distanze, tamponi, mascherine dal 16 luglio al 19 agosto, per mettere su le dodici puntate che vedremo in sei giorni. Faccio l’appello di riaprire i teatri poiché sono luoghi sicuri, ordinati e controllati. Si sta seduti a distanza e non si può fare assembramento. E’ necessario riaprire i luoghi di cultura”. Che bagaglio di esperienza ti porti da un set così prestigioso? Alessio Boni, Anna Valle le star come si sono comportate nei vostri confronti? “I grandi sono umili. Sicuramente questa è la prima lezione appresa. Noi eravamo dei novellini e sono riusciti a metterci a nostro agio”. Che partiture avete inciso per la fiction? “ Abbiamo spaziato dalla lirica con La Bohéme di Puccini, l’Intermezzo di Cavalleria Rusticana, un po’ di Verdi con Rigoletto e Traviata, ma anche qualcosa di sinfonico, Beethoven”. La Compagnia del Cigno ci fa vivere i sogni musicali dei sette ragazzi, la preparazione ad un futuro in palcoscenico. Quale è il tuo sogno? “Il mio sogno è di riuscire sempre a migliorarmi, per riuscire a vincere un concorso in una grande orchestra internazionale, cercando di costruire la mia vita sul mio strumento”.

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