Quando sfila la banda

Scritto da , 27 Aprile 2019
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E’ sempre festa quando si ascoltano le marce più note. Pubblico entusiasta per il programma di marciabili che ha animato quest’anno la Villa Comunale

Di Olga Chieffi

Il breve matinée del Corpo Bandistico “Lorenzo Rinaldi” di Giffoni Valle Piana ha suggellato una tranquilla festa della Liberazione. Ognuno ha potuto riflettere nel proprio sentire sulla parola la libertà che non è un valore gratuito che esiste automaticamente o una condizione che si mantiene da sola. Un momento per riaffermare che la libertà va difesa giorno per giorno e che tutti noi dobbiamo tenere sempre gli occhi ben aperti se vogliamo custodire questo bene prezioso che garantisce alle persone di vivere al meglio possibile. Il 25 aprile è fatto di sventolii di tricolori, ma soprattutto di marciabili. La colonna sonora di questa giornata, ha salutato quest’anno il Corpo Bandistico “ Lorenzo Rinaldi”, di Giffoni Vallepiana diretto da Francesco Guida, che dopo aver sfilato, al seguito delle autorità civili e militari, per la deposizione delle corone di alloro, onorando le nostre medaglie d’oro della Resistenza e tutti i caduti dei due conflitti mondiali, intonando le diverse marce dei corpi militari, “O bella ciao”, inno  universale della nostra Resistenza , soprattutto emiliana, fra l’Appennino bolognese e le zone della Repubblica partigiana di Montefiorino, melodia derivata da un canto ottocentesco delle mondine padane, con influenze di altri canti come “Fior di tomba” e “Picchia picchia la porticella”, mentre una seconda derivazione fa retrodatare le radici della canzone ad una ballata francese del Cinquecento e la Canzone del Piave, unitamente al Canto degli Italiani, l’atteso appuntamento con la formazione bandistica, al cospetto di un folto pubblico di amanti di questo genere che non ha inteso mancare l’evento. La sorpresa, quest’anno, è che il complesso è andato ad animare la Villa Comunale, riaccendendo una tradizione di oltre sessant’anni fa, quando la banda era quella della Scuola di Musica dell’Orfanotrofio ad intrattenere il pubblico. Da Amici Veri di Vincenzo Cammarano alla Ticinese di Nino Ippolito, sino alla marcia Sinfonica Cinesina di Angelo Lamanna, per chiudere con un florilegio di melodie che ha attraversato l’intero stivale, con le proprie caratteristiche tradizioni popolari. Applausi scroscianti per la formazione illuminata dal  bel sole d’aprile, e ancora una volta a richiesta “Bella Ciao” e l’inno degli Italiani che ha chiuso il concerto, con le sue note evocanti  il sacrificio  dei partigiani, forti di cuore e di coraggio, forti di amor di Patria e di sogno, la loro aspirazione più profonda alla pace, al dialogo, all’uguaglianza, alla giustizia.

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