Punti nascite, sfiduciato De Luca. «Tar? Rischioso»

Scritto da , 5 dicembre 2018
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di Enzo Colabene

Si è svolto sabato a Polla il Consiglio comunale che ha avuto come punto all’ordine del giorno l’argomento della chiusura del Punto Nascita dell’ospedale “Curto”. Il primo cittadino ha comunicato che è stato richiesto un tavolo tecnico per oggi 4 dicembre anche perché domani la Regione ripresenterà la richiesta di deroga, corredata da nuova documentazione. Tale incontro è finalizzato a prendere visione dei documenti prima che vengano sottoposti all’attenzione del Governo. Alla richiesta dovrà seguire il responso dell’Esecutivo entro 10 giorni, quindi per il 15 dicembre dovremmo avere l’esito dell’annosa questione. Ormai la sfiducia nei confronti del governatore De Luca è diffusa. Nell’aula consiliare in veste di ospite d’eccezione è stato presente il senatore Castiello che ha ribadito l’unica strada da percorrere ossia il ricorso al Tar. Oggi dunque l’ulteriore incontro al Comune di Polla, alle 18,30 con i sindaci del comprensorio ed un avvocato amministrativista per comprendere quali sono gli elementi da proporre al Tar per il ricorso. «Si tratta di una vicenda complessa dove tutti hanno commesso degli errori. I primi responsabili sono i medici del “Curto” perché con il loro comportamento in alcuni casi hanno fatto perdere quello che si chiama potere di attrazione dell’ospedale -ha affermato il consigliere Antonio Filpo-. Anche i cittadini hanno le loro responsabilità, se pensiamo che il 25% dei pollesi non nascono nel nostro nosocomio ma altrove. Poi vi sono le responsabilità del Governo e della Regione Campania». Sembra però che non tutti i sindaci del comprensorio siano d’accordo sulla strada intrapresa dal Comune di Polla. Diverse le motivazioni. Innanzitutto il ricorso al Tar è contro il decreto della Regione che intanto domani deve ripresentare la richiesta di deroga al Governo il quale si dovrà pronunciare entro il 15 del mese. Vero, i tempi sono molto stretti ed è probabile che questa soluzione non sortirà l’effetto sperato. Il ricorso al Tar rappresenta ugualmente un rischio. Nella malaugurata ipotesi venisse bocciato, il territorio avrebbe le mani legate, non si potrebbe più giocare la carta della Strategia per le Aree Interne su cui, il presidente della Comunità Montana Raffaele Accetta in testa, sta provando ad ottenere la soluzione del problema. Argomento che pare abbia fatto breccia a livello ministeriale, sarebbe infatti contraddittorio – come ha più volte sottolineato Accetta – chiedere ad un territorio di programmare interventi anche nel settore socio-sanitario nell’ambito della Strategia e allo stesso tempo decidere di sopprimere uno un servizio essenziale come il Punto nascite. Critici anche i componenti dell’unico comitato spontaneo di cittadini denominato Curo, che vedono confusione e poca fermezza nelle iniziative. Come sempre le idee sono discordi che rendono l’azione poco incisiva. I componenti del comitato sono scettici sull’operato dei politici e sono molto preoccupati per l’evolversi della vicenda dopo le parole chiare esternate dal governatore De Luca in seno all’incontro tenutosi a Napoli. Quest’ultimo ha fatto ben intendere di non voler aiutare i due nosocomi e di essere convinto della inutilità dei due punti nascite e quindi di proseguire nella volontà di chiusura. Permane lo stato di agitazione con invito alle Amministrazioni locali a mantenere un’azione unica, univoca e forte oltre che compatta. Un’utopia.

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