Punti nascite, De Luca e Pilato. E Polla pesapoco

Scritto da , 28 novembre 2018
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di Red.Cro.

I comitati in difesa degli ospedali di Polla e Sapri hanno incontrato il Governatore Vincenzo De Luca. «Il governatore -fanno sapere dal Comitato C.U.R.O.-, ci ha semplicemente comunicato quello che già aveva anticipato a mezzo stampa. Proporrà nuovo piano ospedaliero al Governo in cui chiederà di inserire Polla e Sapri come Dea di primo livello e quindi di salvare e potenziare i punti nascita. Chiederà di ricevere risposta entro il 15 dicembre. Se la risposta sarà positiva il punto nascita sarà salvo, se negativa il punto nascita chiuderà. Ci sono stati momenti di duro confronto -aggiunge il comitato- in cui abbiamo evidenziato con forza al governatore i disagi e le criticità che noi cittadini viviamo con i tagli dei servizi negli ultimi 30 anni e proposto allo stesso di assumersi la responsabilità di mantenere il punto nascita anche in caso di risposta negativa viste le difficoltà oggettive per le donne, in caso Redazione cronaca di emergenza, di raggiungere altri ospedali. Abbiamo con forza ribadito che in caso di proroga va potenziato e migliorato il servizio per essere noi attrattivi verso altri territori di altre regioni e non essere costretti ad emigrare fuori regione, come già avviene in ambito giuridico, anche in ambito sanitario. De Luca ha dichiarato che le responsabilità sono del Governo visto che lui ha chiesto prima la deroga per i punti nascita e ora il potenziamento. Ora attendiamo, ma, lasciatecelo dire, non vediamo prospettive di vittoria e siamo molto tristi perché convinti che dal primo gennaio perderemo questo ulteriore servizio essenziale per il nostro territorio». «Abbiamo chiesto a De Luca -continuano- di assumersi la responsabilità di mantenere il Punto Nascita anche in caso di risposta negativa ma ha sottolineato che risulterebbe fuorilegge. Ha poi ribadito che le responsabilità sono del Governo visto che lui ha chiesto prima la deroga e ora il potenziamento. È chiaro che il problema è prettamente politico». Speriamo che la politica non costringerà alla morte il nostro territorio, perché i cittadini non sono stati e non staranno a guardare inermi. È stato evidenziato anche il fatto che Polla ha più numeri di tutti, ma secondo De Luca è quello che è più difficile da salvare perché più vicino a Battipaglia. Anche per il riconoscimento del Dea, a differenza di Sapri, Polla ha già molte discipline (oculistica, neurologia, odontoiatria) manca solo di dichiararle Unità complesse anziché semplici. Il bacino di utenza di Polla è molto più grande rispetto agli altri ma ha meno peso politico». Un incontro che non rassicura i Comitati ed i cittadini che in queste settimane si stanno mobilitando per scongiurare la chiusura dal 1° gennaio. E’ il caso di sperare ancora?

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