Protocollo d’intesa tra Comune e Unione ciechi

Scritto da , 4 Settembre 2020
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Un protocollo d’intesa tra il Comune di Salerno e l’Unione Italiana ciechi per permettere agli ipovedenti e non vedenti di riacquistare la loro autonomia. E’ la proposta avanzata in commissione Politiche sociali, guidata dalla presidente Paola De Roberto, dalla consigliera comunale del Psi Veronica Mondany. Presente in commissione anche la professoressa Margarita Russo, insegnante del Focaccia e consigliera dell’Unione nazionale ciechi. Ad oggi, infatti, in Campania non esiste un percorso di autonomia per queste fasce, l’unico centro si trova a Genova. “In commissione Politiche Sociali abbiamo discusso di queste problematiche che si ritrovano a vivere le persone ipovedenti e non vedenti post scuola, nel pomeridiano – ha dichiarato la consigliera Mondany – In città non vi è possibilità per inserirsi nella società, non ci sono figure specializzate per aiutare queste persone nel pomeridiano”. Ad oggi, infatti, le richieste sono tante ma non ci sono figure specializzate da mettere al servizio delle famiglie. L’Unione italiana ciechi sta lavorando per avviare un percorso di formazione per mettere in campo figure idonee. Da qui la proposta della Mondany che intende puntare ad un protocollo d’intesa tra l’Unione italiana ciechi e il Comune di Salerno per formare il personale adatto. “Ringrazio il presidente Paola De Roberto che ha accolto la mia richiesta – ha dichiarato ancora la Mondany – In commissione, la professoressa Russo ha spiegato quali sono le difficoltà che vivono gli ipovedenti e i non vedenti e quanto è importante la formazione per figure ad hoc con questo tipo di qualifica”. La professoressa Russo ha dunque evidenziato come in Campania manchi un percorso per questa fascia di persone. Ad occuparsi della formazione sarà proprio l’Unione ciechi e, da Palazzo di Città, l’interesse è alto tanto da voler procedere nel più breve tempo possibile. “Questo progetto consiste nel selezionare educatrici che già sono in circolazione nelle varie associazioni e far fare loro un corso di preparazione presso di noi per dare un primo approccio a questa problematica”, ha dichiarato la professoressa.

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