Porticciolo di Pastena: Il Consiglio di Stato sospende il parere

Scritto da , 14 Maggio 2015
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di Marta Naddei

Firme, date e numeri di protocollo mancanti. Memorie di replica non presentate. Un pasticcio targato Ministero delle infrastrutture e Regione Campania che ha indotto i giudici del Consiglio di Stato a sospendere l’emissione del parere di merito in ordine alla realizzazione del nuovo Porto di Pastena. Sullo sfondo i residenti che hanno presentato il ricorso contro la nascita del quinto porto cittadino che dovrebbe prendere il posto del caratteristico borgo marinaro della zona orientale e gli attivisti del comitato “Giù le mani dal Porticciolo” che possono, ancora una volta, tirare un sospiro di sollievo.
Sono stati il presidente Sergio Santoro, il segretario Maria Grazia Nusca e l’estensore Claudio Boccia – giudici della seconda sezione di Palazzo Spada – a vestire i panni dei “maestri” e ad invitare tanto il dicastero ora guidato da Graziano Delrio quanto l’amministrazione regionale presieduta da Stefano Caldoro, a rifare i “compiti a casa” con il loro parere dello scorso 15 aprile.
Tutto nasce dalla relazione del Ministero delle Infrastrutture e trasporti – che risultava essere favorevole al maxi intervento urbanistico da 105 milioni di euro – che manca di parti fondamentali: firma del ministro (la firma è quella del direttore generale della Direzione porti del Mit, Cosimo Caliendo), data e numero di protocollo. Eccezioni che erano state mosse anche dai proponenti del ricorso, proprio all’atto della notifica della relazione istruttoria lo scorso mese di marzo. Un particolare che non è sfuggito nemmeno ai magistrati amministrativi che hanno sollecitato il Ministero a ritrasmettere il documento sottoscritto dal ministro competente, insieme a tutti gli atti impugnati dalla controparte che pure mancano all’appello.
E se a Roma la precisione pare non essere di casa, neanche a palazzo Santa Lucia pare che le cose vadano meglio. La Regione Campania, infatti, stando a quanto riportato nel parere dei giudici della seconda sezione del Consiglio di Stato, non avrebbe adempiuto ai propri doveri. «Tramite la nota del 27 marzo 2015 – si legge – l’Amministrazione riferente (il Mit, ndr) ha proceduto a trasmettere alla Regione Campania le controdeduzioni formulate dai ricorrenti, con l’assegnazione di un termine di 20 giorni per la presentazione di eventuali memorie di replica, riservandosi di predisporre una “eventuale relazione integrativa da trasmettere al Consiglio di Stato”. Alla data della presente adunanza (15 aprile, ndr), tuttavia, non risultano pervenute né eventuali memorie presentate dalla Regione Campania per il tramite del competente dicastero, né una comunicazione attestante la loro mancata presentazione né, infine, l’eventuale “relazione integrativa da trasmettere al Consiglio di Stato” predisposta dall’amministrazione».
Motivazioni che hanno, così, indotto il trittico giudicante a «sospendere l’emissione del richiesto parere», in attesa che le amministrazioni facciano il proprio dovere, trasmettendo tutta la documentazione necessaria che dovrà essere aggiornata allo stato attuale dell’arte.
Insomma, un caos senza precedenti.
Il Porticciolo, intanto, è ancora lì, nella sua caratteristica bellezza e, se questi sono i presupposti, Salerno potrà goderne ancora a lungo.

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