Porta Ovest: «Un progetto sbagliato»

Scritto da , 24 gennaio 2018
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Andrea Pellegrino

Un progetto sbagliato che non risolve il problema della viabilità. L’ingegnere salernitano Felice Bottiglieri scrive al nostro giornale sulla vicenda “Porta Ovest”, all’indomani delle notizie sull’inchiesta che riguarda il tunnel che dovrà collegare il porto commerciale alla rete autostradale. «È l’ennesimo caso in cui l’assoluta, totale, abissale inadeguatezza di chi ci amministra impone la supplenza della Magistratura. Che, poi, in taluni casi attraverso procedimenti penali emergano illegittimità amministrative per vizi procedimentali è immediato il coinvolgimento della “politica” che sul finire del secolo scorso ci ha regalato leggi decisamente sbagliate e dannose, soprattutto in materia di ordinamento amministrativo», scrive l’ingegnere che descrive poi la sua esperienza.

PROGETTO SBAGLIATO

Ma, veniamo al dunque. «Che il progetto “Porta ovest” fosse sbagliato – sostiene Bottiglieri – è stato segnalato ben prima che si ponesse mano alla sua realizzazione: “Italia nostra” a seguito della pubblicazione del Piano Territoriale Provinciale produsse un documento, alla cui redazione collaborai, in cui, pur prendendo le mosse dalle esigenze di tutela paesaggistica, si pervenne alla radicale bocciatura dell’originario progetto anche – e soprattutto – perché l’opera, ben lungi dal risolvere il problema del collegamento del porto alla rete autostradale, sarebbe risultata peggiorativa delle condizioni ambientali per buona parte del territorio comunale di Salerno et ultra. Né la più che sostanziale “variante progettuale” introdotta dopo l’appalto potrebbe conseguire risultati migliori (tra l’altro non è ancora ben chiaro come essa si completi dopo l’uscita dalle gallerie sul vallone Cernicchiara!). È appena il caso di notare come alcuna procedura di V.I.A. con l’obbligatoria pubblicazione precisamente prevista dalla legge sia mai stata espletata (ma, non ne ricordo alcuna per tutte le opere pubbliche del Comune di Salerno, salvo la più che generica Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) inserita del Puc».

ASSENZA DI CONFRONTO

Ed è, ancora, il caso di notare – incalza – «come il più referenziato dei componenti del gruppo dei progettisti aggiudicatario del concorso di idee – il professore architetto Pica Ciamarra – se ne sia dissociato dal momento che riteneva che il concorso riguardasse opere di inserimento ambientale dell’esistente viadotto e giammai importante infrastruttura stradale. Ed, invece, dal concorso di idee si è passati direttamente all’appalto dei lavori… Ma l’aspetto più grave della vicenda ritengo sia stata la mancanza di un confronto con soluzioni alternative a quella improvvidamente – o, forse, peggio – adottata». «Almeno una era ben a conoscenza sia del Presidente dell’Autorità portuale sia di operatori del Porto, sia di non poche personalità istituzionali di Salerno e Provincia, addirittura da Marzo 2007! E, forse, ci fu ancora la possibilità di rivedere il tutto dal momento che, anni dopo, si verificò la fortuita coincidenza della sua presentazione alla stampa – Corriere del Mezzogiorno del 5 Dicembre 2013 – nella stessa pagina in cui compariva un servizio sull’ avvio del cantiere… oggi in discussione! E, si badi bene, sulla proposta soluzione alternativa non fu espresso alcun parere critico, anzi…». Tant’è che si sarebbe potuto por mano ad uno “studio di fattibilità”, come , invece è certamente mancato per la “Porta Ovest”, con le conseguenze sotto gli occhi di tutti». Ed ora, chi paga? S’interroga, in conclusione, Bottiglieri.

Dissequestrati tre conti correnti della Tecnis

Dissequestrati tre conti correnti della Tecnis, l’azienda appaltatrice di Porta Ovest. La decisione è arrivata nella mattinata di ieri dai giudici del Riesame. I conti correnti in questione erano stati sequestrati lo scorso 11 dicembre su disposizione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Salerno Stefano Berni Canani che aveva accolto la richiesta dei magistrati della direzione distrettuale antimafia Alfano e Sena- tore. I tre conti correnti dissequestrati facevano parte dei 31 milioni di euro che rientravano nel l decreto di sequestro preventivo di immobili e quote societarie. Secondo la pubblica accusa le somme che sarebbero dovute servire per la realizzazione di “Porta Ovest” destinate a fini diversi. Un giro da 31 milioni di euro, di cui oltre 20 ottenuti attraverso la cessione del credito presso l’Unicredit Factoring. Somme – ad eccezione del solo pagamento in favore della Cassa Edile Salernitana – che sono servite alla Tecnis per altre operazioni finanziarie, compresi in- vestimenti di fondi pensione, assicurazioni sulla vita e spese legali. Insomma, versamenti non riguardanti i lavori eseguiti nel cantiere di Salerno Porta Ovest.

 

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