Pontecagnano, demolizione di Palazzo Alfani, storica sede del ristorante Roxy

Una lettera aperta la Soprintendenza archeologica,belle Arti e paesaggio di Salerno per impedire la demolizione di palazzo Alfani,sede dello storico ristorante Roxy a a Pontecagnano Faiano. A scrivere alla dottoressa Casule, Federico Arcangelo Marra che si batte da sempre per la tutela del patrimonio edilizio storico a Pontecagnano Faiano. In ballo. come è noto, c’è l’edificio che prenderà il posto di palazzo Mingo, la palazzina di via Budetti recentemente abbattuta. In quel caso, il problema era stato sollevato attraverso l’intervento di Italia Nostra a novembre 2019. “Mi è giunta voce e ripeto è giusto una voce (ma vox populi, vox dei) che ci sia l’intenzione di abbattere anche palazzo Alfani in via Tevere, meglio conosciuto come sede del ristorante-pizzeria Roxy, ora chiuso, che purtroppo non è presente nell’elenco degli edifici posti sotto tutela”,ha scritto nella lettera Marra che chiede alla soprintendenza di prevenire questa evenienza. “La cosa mi preoccupa non poco visto il precedente e visto che tale agenzia è legata all’omonimo politico che ha presentato una lista a sostegno del Presidente uscente della Regione Campania a cui l’attuale Amministrazione Comunale è particolarmente devota”, ha scritto ancora Marra. Già il sindaco Giuseppe Lanzara, nel corso del Consiglio comunale tenutosi lo scorso 11 agosto, si era schierato contro questa battimenti dicendo sì disponibile a tutelare coloro che volevano investire nell’edilizia a pontecagnano Faiano anche a scapito di edifici storici ma non ancora coperti dal vincolo “lasciando chiaramente intendere di non avere alcun interesse alla tutela del patrimonio edilizio storico non ancora tutelato -ha poi scritto il coordinatore di Sinistra Italiana, sezione di Pontecagnano Faiano – La posizione del Primo Cittadino circa i vincoli paesaggistici è stata espressa già nel consiglio comunale precedente ed è totalmente condivisa anche dalla minoranza consiliare: tali vincoli sono stati e sono un freno allo sviluppo economico della nostra città”.da qui dunque la richiesta di un intervento urgente per “arginare questa deriva demolitoria, irrispettosa della memoria dei cittadini e dell’ambiente, vista anche l’intenzione di questa amministrazione di abbattere 33 alberi di alto fusto presenti nelle aree pubbliche”. er.nos.