Pompei: Vice sindaco vive nella casa abusiva

Scritto da , 15 Maggio 2015
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Scandalo nella Giunta Uliano: abusi edilizi e violazioni dei sigilli a casa del vicesindaco Pietro Orsineri. Il caso finisce in Procura e in Prefettura. I cittadini in subbuglio chiedono con rabbia le “dimissioni” di tutta l’amministrazione. La politica Uliano ha fallito. Dai verbali dei vigili urbani e dei tecnici comunali emergono gli illeciti commessi dal 2005 ad oggi nell’abitazione degli Orsineri in via Nolana. La storia dei grandi abusi inizia nel marzo del 2005 con un blitz della polizia municipale in via Nolana 138. I caschi bianchi, su delega della procura, effettuato un sopralluogo a casa della famiglia del vicesindaco della giunta Uliano. In quella circostanza gli agenti riscontrarono gravi abusi edilizi relativi alla realizzazione di un manufatto illegale ad uso abitativo. E’ fondamentale evidenziare che l’area in questione è sottoposta al vincolo del decreto legislativo 42 del 2004, (in materia di tutela dei beni culturali). In seguito ai riscontri delle opere abusive, i beni della famiglia Orsineri, vengono sottoposti a sequestro giudiziario, con l’apposizione dei sigilli e di un cartello recante la scritta “Cantiere sotto sequestro”, alla presenza di Bernardo Orsineri, padre del vicesindaco Pietro Orsineri. Una ingiunzione di demolizione segue al sequestro dell’opera abusiva. Ad aprile del 2005, alla famiglia Orsineri, viene notificata l’atto con il quale si ordina l’abbattimento delle opere fuorilegge entro 90 giorni. Nell’ingiunzione di demolizione, a firma dei responsabili del procedimento dei vigili urbani e dell’ufficio tecnico, si precisa che, scaduti i termini, qualora il proprietario non avesse ottemperato alla demolizione, l’opera abusiva e l’area di pertinenza, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, sarebbero state acquisite di diritto gratuitamente al patrimonio del comune. Nel luglio del 2008 scatta u n nuovo blitz della polizia municipale. Oltre a constatare l’inottemperanza all’ingiunzione di demolizione numero 104 assunta al protocollo generale del comune con il numero 12564 del 14 aprile del 2005, i vigili riscontrano una violazione dei sigilli. Scatta, così, la comunicazione ufficiale dell’avvio del procedimento di acquisizione e delle eventuali demolizioni delle opere abusive. Ad oggi, dai rilevi aereo fotogrammetrici sono visibili altri manufatti abusivi oltre a quelli su cui pendono sigilli e ingiunzioni di abbattimento. La città a questo punto si interroga: ci sono due pesi e due misure? Perché per la povera gente le ruspe non hanno avuto alcuna pietà? Al sindaco e ai suoi assessori, invece, tutti i privilegi? Il sindaco, che tanto paventa spot di legalità e trasparenza, dovrà prendere atto che i genitori del suo vicesindaco sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per abusi edilizi e per violazioni dei sigilli, accettare lo scandalo e dimettersi. Francesco Giordano

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