Politiche giovanili e di genere, “ora istituzioni sono assenti”

di Erika Noschese

Non accenna a placarsi la polemica sull’ultimo consiglio comunale a Pontecagnano Faiano. Al centro della querelle, questa volta, le politiche giovanili e di genere che non avrebbe ricevuto l’attenzione tanto richiesta, soprattutto da associazioni e comitati che vorrebbero proprio i giovani al centro dell’agenda politica locale. “Mentre la politica locale, chiusa nella sua bolla, cerca di stabilire se sia più offensiva una pernacchia o il gesto delle corna, noi invece siamo molto dispiaciuti per come nell’ultimo consiglio comunale non sia emersa la dovuta attenzione da parte dell’amministrazione verso le politiche giovanili che sono state rappresentate come un’appendice rispetto all’indirizzo assunto dal governo locale: la mancanza di risposte rispetto alle sollecitazioni sul tema provenienti dalle minoranze durante la seduta e la reiterata assenza di suoi rappresentanti nelle commissioni dedicate (si pensi alla vicenda sulle modifiche al regolamento del Forum dei Giovani) danno l’idea di come l’argomento costituisca l’ultima delle priorità in un momento in cui invece sulle tematiche giovanili si dovrebbe avere un approccio differente. Qualora nessuno se ne fosse accorto, infatti, esiste un’altra faccia della pandemia che sta portando a mutamenti sociali e culturali soprattutto fra i più giovani, la cui portata non è ancora determinabile”, hanno infatti dichiarato gli esponenti del comitato Amina di Pontecagnano Faiano che chiedono all’amministrazione comunale di “cominciare a lavorare in maniera seria e competente sulla comunicazione e sulle strategie istituzionali che si vogliono mettere in campo perché i giovani sono il nostro inestimabile “capitale umano”. E’ necessario pertanto un cambio di passo così come per le politiche di genere”. Di fatti, con le dimissioni dell’Assessora Manzo, le deleghe alle politiche sociali/piani di zona sono state accentrate nelle mani del sindaco. “Nonostante ciò ci auguriamo che le istanze che provengono dalle associazioni che in queste settimane si sono mobilitate sul territorio siano raccolte dal primo cittadino. A cominciare dalla richiesta di “detassare” i prodotti igienici femminili essenziali da parte della farmacia comunale la cui attività speriamo venga presto rilanciata. Ricordiamo infatti che la legge vigente sulle aliquote dell’Iva prevede un’agevolazione per i prodotti considerati di prima necessità come alcuni generi alimentari, libri, giornali e riviste, materiali terapeutici e altro, ai quali è applicata un’imposta al 4% anziché al 22%. Ai prodotti igienici o sanitari destinati alle donne come assorbenti igienici, tamponi, coppe e spugne mestruali, invece, l’Iva viene applicata al 22% influendo notevolmente sul prezzo al consumo di questi beni. Un’ingiustizia bella e buona – hanno dichiarato ancora dal comitato – Possibile è impegnata sul tema sin dal 2016, da quando cioè fu presentata dai suoi parlamentari una proposta di legge seppellita in Parlamento”. Da qui poi l’appello ad un impegno concreto anche sullo Sportello Anti violenza: “abbiamo già sottolineato nelle scorse settimane come il fenomeno della violenza di genere nel salernitano sia stato definito nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario in allarmante aumento, anche questo un effetto “collaterale” della pandemia, dal momento che l’invito a restare a casa non sempre per tutt* ha rappresentato sinonimo di sicurezza – hanno aggiunto – Il tema di genere, infine, è anche una questione di comunicazione e di linguaggio e a tal proposito invitiamo chi rappresenta le istituzioni a confrontarsi sempre in maniera rispettosa e civile nei confronti di tutt*, al di là del colore politico, evitando considerazioni sessiste, misogine o maschiliste”.