“Podere Cafasso”, il turismo green parte da un paesino del salernitano

Scritto da , 29 Giugno 2020
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di Erika Noschese

Dalla vita milanese al sogno di un podere in campagna. Pierpaolo Mandetta e Massimo Terreni, prima dell’emergenza Coronavirus, si erano messi al lavoro per trasformare un rudere di campagna per dar vita ad un progetto di turismo green. Una scelta dettata dalla necessità di evadere dalla vita milanese, una routine fatta di uffici, smog, mezzi pubblici affollati e poco tempo libero. Entrambi provenienti da famiglie contadine, e ormai stanchi dello stress metropolitano, accarezzano l’idea di entrare nel turismo green per poter rivivere le tradizioni familiari e lavorare in maniera più sana, e offrire lo stesso privilegio a tutte le persone bisognose di staccare la spina o di ritrovare un rapporto con la natura. Così, tornano nel salernitano alla ricerca del loro posto perfetto. La ricerca di una soluzione ideale si conclude nel paese d’origine di Pierpaolo Mandetta – affermato scrittore di romanzi per il gruppo Mondadori, con una pagina Facebook che conta quasi 100mila fan – a Capaccio Paestum (dove gestisce il bar di famiglia),proprio alle porte del Cilento. Un territorio molto quotato per i suoi paesini rimasti fedeli al passato, per le escursioni in montagna e i mari limpidi della costa. Ed è proprio qui che trovano un grande rudere del ’50, con un terreno agricolo, in mezzo alle coltivazioni di granturco e alle casette del borgo. Il rudere è stato dimora di diverse famiglie di coltivatori e pastori, che si sono susseguite nei decenni. Da quindici anni è ormai in stato di abbandono, i solai sono crollati e sul tetto crescono erbacce. I pochi alberi da frutto della tenuta sono ricoperti di rovi, la terra è dura per l’incuria e invasa da sole erbacce. Ma in lontananza si può ammirare la maestosa montagna di Capaccio, e alle spalle si scorgono le antiche mura del centro storico di Paestum. Nel posto si respira pace e profumi di fiori spontanei. La tenuta si trova in un punto perfetto per progettare vacanze di relax e visitare tutta la provincia di Salerno, da nord a sud, grazie alla sua posizione strategica. «l progetto prende così il nome di “Podere Cafasso” per riabilitare l’antica epoca della riforma fondiaria avvenuta nelle campagne del comune di Capaccio Paestum. Vorremmo ristrutturare e restaurare il casale, trasformandolo in una country house dotata di nove camere di diverse metrature, ognuna con bagno privato – spiegano Pierpaolo e Massimo – L’ambizione della country house “Podere Cafasso” è quella di poter dare ai turisti, agli appassionati di natura e a chi abita in città la possibilità di sperimentare un’esperienza di vita in campagna, con colazioni in giardino, percorsi didattici, ma anche raccogliendo i frutti dell’orto, passando del tempo con gli animali o facendo un picnic nel nostro bosco». Così, nel mese di gennaio 2020 acquistano il rudere, tra sogni e speranze. Ma non hanno fatto i conti con la pandemia che, da lì a poco, avrebbe travolto l’Italia e tutto il mondo. «Ci è voluta una resilienza scellerata e un grande amore per la terra e i fiori per non perdersi d’animo – hanno poi spiegato i proprietari del podere Cafasso – E abbiamo fatto un lavoro immane, noi due da soli, preparando il terreno per tutti i progetti naturalistici che saranno parte integrante dell’esperienza che vorremo offrire ai nostri futuri visitatori». Purtroppo il Covid-19 ha messo in crisi questo tipo di investimenti, perché la tenuta dovrebbe essere una country house, cioè una struttura ricettiva di campagna con attività didattiche, e il settore più compromesso dal virus è proprio quello dell’accoglienza e del turismo. Quindi i soldi per la ristrutturazione sono per ora svaniti. Gli strumenti finanziari che avrebbero permesso a Pierpaolo e Massimo di portare a compimento il progetto sono bloccati; nasce così l’idea di mettersi in gioco su Eppela con il crowdfunding e dare al progetto una nuova opportunità. Il percorso di restauro del casale sarà lungo e articolato, e percorrerà vari step, quali mettere in sicurezza lo stabile con la ricostruzione dei solai e del tetto, creare un fossato per il drenaggio delle acque pluviali, realizzare impianti di riscaldamento e cappotti termici, mettere a norma gli impianti elettrici e idraulici, rifare la facciata e creare le varie camere. «In questa prima fase di crowdfunding, il nostro obiettivo è di raccogliere la somma necessaria per riuscire ad avviare il cantiere e ad acquistare i materiali iniziali per il tetto», hanno spiegato ancora Mandetta e Terreni che si sono affidati alla professionalità dell’architetto Ottavia Voza, impegnata da oltre un trentennio in attività di progettazione e di ricerca nel campo del recupero dei centri storici e dei beni monumentali e paesaggistici, in Italia e nei paesi del bacino del Mediterraneo. Gli obiettivi del progetto “Podere Cafasso” sono molteplici: rivalutazione storica del fabbricato, attraverso interventi di ristrutturazione e arredamento compatibili e fedeli al periodo originale, e conversione in country house per l’accoglienza degli ospiti; riforestazione della tenuta, spogliata dalle coltivazioni intensive, attraverso un bosco planiziale di lecci, olmi, cercis, querce e aceri; riqualificazione ambientale, con la semina di specie spontanee in genere combattute o che spariscono con l’uso dei diserbanti (come malve, tarassaco, borragine e papaveri), l’impianto di alberi usati nell’artigianato (come i salici), specie ornamentali da fiore per gli insetti utili alla lotta biologica, e piante officinali; recupero delle pratiche antiche, come l’intreccio dei cestini o l’essiccazione di erbe e ortaggi; offrire percorsi sensoriali all’interno della tenuta, offrendo la possibilità ai futuri clienti di poter raccogliere ortaggi, frutta, spezie e uova dal pollaio, di ascoltare il cinguettio delle rondini, ma anche di imparare l’arte della semina, delle talee e degli innesti, con giornate dedicate al giardinaggio; offrire un soggiorno completamente immersi nel verde, restando comunque a 1 km dal centro storico e con accesso diretto alla Statale SS18, che collega il Cilento all’autostrada. Al “Podere Cafasso” l’obiettivo di ricreare un ambiente rurale rilassante, didattico e pieno di attività ricreative passa attraverso una serie di idee disegnate e poi concretizzate con le nostre sole forze, attualmente in corso d’opera ma già attive. «Per noi ha un significato molto importante essere entrati in un campo incolto e aver iniziato da zero a dare vita ai vari ecosistemi della tenuta, e per farlo abbiamo scelto piante da vivaio quasi esclusivamente giovani, o ottenute da enti ambientali, o ancora ricavate da semina, donazioni da tutta Italia o talee provenienti da diverse zone del Cilento», hanno sottolineato i due giovani proprietari. Il Podere Cafasso ospiterà, dunque, il bosco planiziale per il recupero e la salvaguardia di specie arboree originarie della piana; il frutteto; un pollaio; uno spazio dedicato al giardinaggio; un orto; lo stagno; un canale di pietra per il trasporto delle acque agricole; una recinzioni per more e insetti utili; la siepe mediterranea. Intanto, sembra aver riscosso già molto successo la campagna crowdfunding lanciata su eppela: numerosi i sostenitori in pochi giorni. Segno, forse, che il turismo green – primo progetto in provincia di Salerno – piace davvero.

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