Poco personale all’Inps, rischio collasso

Scritto da , 30 marzo 2018
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Antonio Iovino

Personale carente e sistema informatico inadeguato: l’Inps rischia il collasso. A lanciare l’allarme è stato il sindacato Usb (Unione sindacale di base) che ieri mattina ha dato vita ad un sit in di protesta dinanzi all’ingresso di corso Garibaldi dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. Con lo slogan “Sos save Inps” si è tentato di richiamare l’attenzione sulla cronica carenza di personale e sull’inadeguatezza di un sistema informatico sempre più condizionato dalle società esterne, con procedure che funzionano a singhiozzo e mettono in seria difficoltà gli operatori delle sedi, i quali sono costretti a rimandare a casa gli utenti senza poter fornire loro le dovute informazioni. Alle ore 12, in segno di protesta nei confronti di questa situazione, sono state fatte suonare le sirene dell’allarme per evidenziare la condizione di pericolo nella quale versa l’Inps. L’Usb chiede: 6000 assunzioni entro il 2020, con una quota significativa di personale informatico per limitare il peso delle società esterne, la cancellazione della Legge Fornero e la modifica del sistema di calcolo delle pensioni con il ripristino retributivo ed il ritorno all’organizzazione per processi. Pietro Di Gennaro, del centro di coordinamento dell’Unione Sindacale di Base ha spiegato: “Alle ore 12, in tutta Italia, davanti alle sedi provinciali e regionali, faremo partire una sirena per denunciare questa situazione. Noi stiamo affondando, se non si mette mano a quella che è la riforma della previdenza pubblica affinché si fermi lo scempio della privatizzazione di quest’ultima, se non si mette mano alle assunzioni fermando una volta per tutte il blocco del turn over nella pubblica amministrazione, il quale è responsabile di due milioni di licenziamenti negli ultimi 10/15 anni, i servizi tracolleranno inesorabilmente. Già oggi siamo in forte sofferenza, siamo sempre pochi, sempre di meno, sempre più anziani e non ce la facciamo a reggere il ritmo. L’utenza, chiaramente, si rivolge all’INPS perché oggi eroga talmente tante prestazioni che addirittura si pretende di trasformarlo in Istituto della Protezione Sociale. Questa è l’idea di Boeri, noi la condanniamo, la denunciamo e vogliamo che l’Inps rimanga l’Istituto Nazionale della Previdenza e che l’obbiettivo principale sia proprio la previdenza, affinché i soldi dei lavoratori, che entrano nell’Inps, vengano loro restituiti con pensioni dignitose”. Questa manifestazione, ha quindi l’obiettivo di unire utenti e lavoratori in difesa delle funzioni dell’Istituto e di far sì che si corra ai ripari prima che sia irrimediabilmente tardi.

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