“Poco avvenente per stupro”, «vergogna»

«E’ una vergogna che non ha alcuna giustificazione. Una sentenza indegna, tanto più deprecabile perché emessa da un collegio giudicante, come si apprende dagli organi d’informazione, formato da tre donne». Così la presidente della Commissione regionale pari opportunità (Cpo ndr) delle Marche, Meri Marziali, interviene sulla sentenza della Corte di Appello di Ancona che nelle motivazioni si riferisce alla vittima come «troppo mascolina e poco avvenente per essere oggetto di attrazione sessuale». Impugnato dal procuratore generale Sergio Sottani, il verdetto di assoluzione, che ribaltava la condanna di primo grado, è stata ora annullato dalla Cassazione. «Non è possibile pensare che in Italia afferma Marziali- la giustizia passi per l’avvenenza o meno di una persona. Se cosi’ fosse, ci troveremo al cospetto di una pericolosa regressione dell’intero sistema». «I termini usati dal collegio giudicante prosegue la Marziali- sono non solo offensivi e mortificanti per tutte le donne, ma determinano un vulnus sul piano dell’etica e lanciano un messaggio pericoloso alle nuove generazioni, già alle prese con una società che infonde poche certezze e, in alcuni casi, sembra annullare anche i traguardi raggiunti». Marziali apprezza quanto dichiarato dal Pg Sottani che «giustamente ha ribadito la necessità di evitare che nei processi l’uso dei termini possa costituire una forma di ulteriore violenza dei confronti delle vittime. Un concetto probabilmente sfuggito alle tre donne del collegio giudicante. La nostra speranza è che ci sia una presa di coscienza collettiva conclude la presidente della Cpoche permetta di raggiungere nuove frontiere di giustizia, indipendenza e pieno riconoscimento del ruolo svolto dalle donne nella società. Da tutta la Commissione pari opportunità piena solidarietà ed appoggio alla ragazza vittima dello stupro».

red.cro.