Pizzo sui patentini: in 6 a giudizio. Per Salimbene e altri il 6 marzo si apre il processo. Solo Rizzo patteggia la pena

Scritto da , 30 novembre 2017
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Pina ferro
Tangenti per il rilascio dei “patentini” per la vendita di tabacchi: sei rinvii a giudizio ed un patteggiamento. Si aprirà il prossimo sei marzo il processo a carico di  Antonio Salimbene 53 anni, di Battipaglia, fino a circa un anno fa in servizio all’ufficio Dogane e Monopoli di Salerno ed ex consigliere comunale di Battipaglia, Alfonso Califfato, Luciano Moscatello, Giuseppe Perrino, Damiano Panico e Dario Ginetti. Tutti rinviati a giudizio dal Gup (giudice per le udienze preliminari) Mariella Zambrano. Ha invece deciso di patteggiare la pena Vincenzo Rizzo.
Nel collegio difensivo tra gli altri, gli avvocati Costantino Cardiello, Franco Cardiello e Vocca.
L’inchiesta prende piede a fine agosto del 2016 quando ai finanzieri del nucleo di Eboli, viene presentato un esposto da un tabaccaio del luogo al quale era stata revocata l’autorizzazione per una rivendita speciale. Alla naturale scadenza della licenza, gli era stato negato il rinnovo per presunte irregolarità fiscali e tributarie. A suo giudizio ingiustamente. È allora che l’uomo denuncia il caso sospetto del rilascio di un “patentino” ad un esercente, suo vicino, comunque entro i duecento metri di distanza. A suo avviso la procedura di rilascio era irregolare. Le intercettazioni ambientali (telecamere nell’ufficio di Salim- bene) e telefoniche svelano il sistema delle tangenti. Gli inquirenti ricostruiscono l’intero scenario ed il tariffario. La cifra richiesta oscillava dai 10 ai 15mila euro mentre a coloro che erano già in possesso dei permessi, ma scaduti di validità e pertanto non più rinnovabili, la cifra chiesta era di 5mila euro. Le mazzette per far passare le pratiche venivano consegnate nell’ufficio di Salimbene a Salerno. Sei i casi accertati dai finanzieri e riguardano esercenti operanti a Eboli, Battipaglia e Capaccio. Il funzionario indagato, secondo l’accusa, avrebbe esercitato pressione sulle vittime dalle quali si faceva promettere denaro per ottenere l’autorizzazione alla vendita di tabacchi. Gli operatori commerciali venivano avvicinati dai due intermediari. Uno di questi è Vincenzo Rizzo, di Eboli. Nella sua abitazione i finanzieri sequestrarono documenti ritenuti utili alle indagini che dimostrerebbe il ruolo che avrebbe avuto nel meccanismo per il rilascio dei “patentini”.
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