Pittella: «A Salerno occorre puntare sul porto e sulla Zes»

Scritto da , 19 febbraio 2018

Gianni Pittella, attuale presidente dei Socialisti e democratici al Parlamento europeo, vent’anni spesi in Europa, dove ha ricoperto anche il ruolo di primo vice presidente dell’aula di Strasburgo, ritorna in Italia ed è capolista nel collegio plurinominale al Senato “Campania 3”, che include Salerno e tutta la provincia.

Pittella, lei è lucano e si candida nel Salernitano. Perché?
«Sono candidato anche nell’uninominale in Basilicata, ma ci tengo a essere considerato anche un parlamentare di questa Regione e del Salernitano, in particolare. La Lucania è interconnessa con questa provincia, anche a livello logistico: il potentino è servito dall’aeroporto di Pontecagnano, condividiamo la grande eredità magnogreca. Infine, mi legano a questa terra affetti, ricordi e impegno politico. Ho studiato e sono diventato medico in Campania. Riparte l’Italia se riparte il Mezzogiorno. E il Mezzogiorno ha bisogno della Campania più forte».

Quali le priorità per Salerno e la sua provincia?
«Per Salerno, dobbiamo puntare sempre di più sul porto e sulla Zes – Zona Economica Speciale, da attivare in tutta l’area retroportuale. C’è un settore manifatturiero di pregio che va messo in connessione con il resto della Regione, dell’Italia e del Mediterraneo, scommettendo sui corridoi Ten-T, le reti di trasporto trans-europee, finanziate da Bruxelles, e sulle “autostrade del mare”, in primis. Occorre lavorare per l’allargamento dell’imboccatura portuale, per l’approfondimento dei fondali e il prolungamento dei moli Manfredi e Trapezio. I trasporti sono la priorità, penso alle strade – quelle Anas e provinciali, non solo le grandi arterie -. così come, oltre all’alta velocità, serve sempre più alta capacità per i cargo. L’aeroporto di Pontecagnano è strategico. Per ogni progetto, la mia esperienza nei fondi strutturali potrà essere fondamentale, non solo per spendere, ma per spendere bene. Poi, dobbiamo puntare sempre di più su cultura, ricerca e sviluppo: penso all’eccellenza dei poli universitari salernitani, alla sinergia da costruire fra i campus e le imprese, al rafforzamento delle telecomunicazioni e della banda larga. Cultura, il vero volano di questo territorio: Salerno, sempre più città di turismo, e una provincia ricchissima di storia che, fra i comuni della Costiera Amalfitana e quelli del Vallo di Diano, è primatista in Italia per numero di città che rientrano nel circuito “patrimonio mondiale Unesco”. Senza dimenticare l’importanza di un settore agroindustriale fondamentale. Dobbiamo esportare in tutto il mondo le leccornie della dieta mediterranea cilentana, le prelibatezze della Costiera, “l’oro bianco” dei caseifici della Piana del Sele».

Perché lascia l’Europa? Ci sono polemiche sul cambio di poltrona.

«Non concepisco la politica come poltronificio, ma come servizio. Faccio politico, da quand’ero ragazzo, per impegno verso la comunità e, posso garantirle, che lavoro 365 giorni l’anno h 24. Sud nel cuore e tanta, tanta passione civile. Non accetto che si pensi che “abbandono” l’Europa. Dopo vent’anni a Bruxelles, la mia battaglia per il Sud la devo combattere qui. Il Mezzogiorno ha bisogno di Europa e l’Europa del Mezzogiorno. In questi anni, ho fatto tanto per il Sud, da Strasburgo. Ora voglio mettere a disposizione del mio Mezzogiorno questo patrimonio di competenze e conoscenze».

La gente è arrabbiata e c’è il rischio astensionismo.

«La gente è arrabbiata, perché c’è un problema di equità e redistribuzione inevaso. Ma sarebbe ingiusto sostenere che tutto va male, anzi. In questi ultimi anni, Basilicata e Campania sono cresciute più di tutti, a riprova del fatto che cambiare passo si può. Grazie al Masterplan per il Mezzogiorno e “Resto al Sud” dei governi Renzi e Gentiloni, al Piano Juncker che abbiamo approvato in Europa, la nar- razione di questa terra è cambiata. Non più solo problemi, ma crescita e sviluppo. Ovviamente, non dobbiamo tirare i remi in barca, ma dobbiamo fare ancora di più, perché la lotta contro la povertà e la sofferenza ci devono vedere schierati ventre a terra».

Cosa pensa degli avversari?

«Lasciare il Sud nelle mani degli sfascisti, delle destre e dei populisti sarebbe pericolosissimo. Con che coraggio Forza Italia chiede un voto che viene redistribuito anche alla Lega, che odia il Sud? Quando l’economia Campania corre grazie all’export, come si può pensare che l’autarchia del M5s possa essere la soluzione? Per questo, occorre proseguire sulla strada giusta. Ho sempre basato la mia politica sull’ascolto di tutti e non solo in campagna elettorale. Sono abituato a portare fatti, non chiacchiere e voglio mettere a disposizione di tutti i miei contatti e la mia esperienza».

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