Pisano vuole riaprire la fabbrica: «Criticità superate. Ecco le relazioni»

Scritto da , 2 giugno 2016
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di Andrea Pellegrino

Richiesta di sopralluogo da parte dell’autorità giudiziaria e dell’Arpac da parte delle Fonderie Pisano di Salerno che rispondono al provvedimento di diffida e sospensione della Regione Campania che ha bloccato lo stabilimento di via De Greci, per la seconda volta in pochi mesi. La proprietà torna alla carica, e dopo il ricorso presentato al Tar, per impugnare la richiesta di Via (valutazione di incidenza ambientale) contenuta nel provvedimento di riesame dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale) ora presenta le sue relazioni tecniche per tentare di riaprire i cancelli dello stabilimento. «Allo scopo di accelerare la ripresa della produzione e tutelare la sopravvivenza della stessa Fonderia Pisano», l’ingegnere Mario Pisano dichiara di aver posto in essere «ulteriori adeguamenti per ottemperare in toto a quanto prescritto all’atto della diffida». E, a supporto, la proprietà ha prodotto una relazione tecnica a firma del professore Michele Miccio sulle emissioni di monossido di carbonio e una nota dell’Assofond – federazione nazionale fonderie. Stando agli sforamenti di monossido di carbonio da uno dei camini, così come evidenziato dalla relazione dell’Arpac di Salerno, il professore Miccio, docente dell’Unisa, controbatte: «Al camino di espulsione dei gas esausti dal cubilotto della Società Fonderie Pisano & C. Spa, le concentrazioni di ossigeno, particolato solido, sono inevitabilmente caratterizzate da variabilità nel tempo e da una ciclica escursione dei loro valori, con ampiezza dell’escursione largamente maggiore della variazione statistica attribuibile alla misura. La misura “istantanea” della composizione volumetrica di CO nei gas esausti dal cubilotto è priva di significato». Ancora: «Il forno del tipo “cubilotto” non può essere considerato come un impianto di combustione stazionaria. Ed il monitoraggio delle emissioni di monossido di carbonio (CO) al camino di espulsione dei gas esausti dal cubilotto si deve basare sul dato misurato “tal quale” su base secca della composizione volumetrica di monossido e non sul valore corretto tramite una formula che lo riporti ad un tenore di ossigeno diverso da quello misurato al camino stesso». Per la proprietà, inoltre: «Sono stati sostituiti i due convogliatori», pur ribadendo che: «La valutazione di emissioni non si applica nel caso dei forni cubilotto». Così come sostenuto anche dalla nota dell’Assofond a firma del direttore generale Silvano Squaratti. Quanto alle dispersioni di acqua provenienti dal sistema di abbattimento delle polveri, l’ingegnere Pisano ribatte: «l’inconveniente, dovuto alla fessurazione di un tubo, che ha causato il gocciolamento di acqua dell’impianto della torre dio lavaggio, è stato prontamente elminta mediante un intervento di manutenzione». Sulla presenza di idrocarburi, invece: «La società ha immediatamente attivato nuove procedure gestionali relative alle modalità di pulizia e di sorveglianza sullo stato delle superfici impermeabilizzate esterne». Ancora sull’aspirazione delle polveri diffuse, la proprietà annuncia la «realizzazione di una nuova porta metallica di contenimento sul lato est sul varco adiacente lo stoccaggio delle materie prime e l’acquisto di una nuova motospazzatrice che consentirà l’implementazione delle attività di pulizia interna ai reparti. Nonché l’attivazione di cicli straordinari di funzionamento degli impianti di aspirazione a fine turno e sensibilizzazione del personale responsabile di reparto, ad una attenta e puntale sorveglianza».

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