Pillole per una nuova Storia Letteraria 037 di Federico Sanguineti

Scritto da , 10 Novembre 2021
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          Dante Alighieri e storia letteraria

 

Di Federico Sanguineti

 

C’è da domandarsi se, nel celebrare i settecento anni dalla morte di Dante (1321-2021), qualcuna o qualcuno ha avuto modo di ricordarsi dell’ormai più che ottantenne Prudence Allen, suora appartenente alla congregazione della misericordia (in inglese R. S. M. cioè Religious Sisters of Mercy), nonché autrice di un’opera fondamentale e monumentale dal titolo The Concept of Woman, pubblicata già una ventina di anni fa, ma (naturalmente) non ancora tradotta in italiano. Una lacuna tanto più grave in quanto la studiosa è stata chiamata da papa Francesco, nel 2014, alla Commissione Teologica Internazionale, costituita presso la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede. Ma, a parte ciò, insegnando al St. John Vianney Theological Seminary, Allen si è impegnata per almeno un quarto di secolo a riflettere sul concetto filosofico di donna in relazione a quello di uomo; e, in un tomo di 536 pagine (che costituisce la prima parte del secondo di tre grossi volumi), non mancano venti pagine di importanza fondamentale intitolate a Dante Alighieri. In esse si evidenzia come, in quanto filosofo e poeta, lo scrittore fiorentino abbia contributo all’elaborazione di un nuovo concetto di donna da più punti di vista. Primo: ha scritto in volgare, aprendo così le porte alla cultura per coloro (donne, in particolare) a cui tale possibilità era negata. Secondo: ha esposto concezioni filosofiche e teologhe in una forma stilistica accessibile a un pubblico femminile. Terzo: ha dato vita a differenti esempi di ipotetico dialogo inter-genere (“imaginary intergender dialogue”). Quarto: ha provveduto a incarnare sia nella Donna Gentile che in Beatrice caratteri di sapienza e donne virtuose. In breve, il nostro sommo Poeta: (1) invita le donne all’interno di una nuova comunità discorsiva; (2) apre le porte allo sviluppo di una coscienza storica femminile; (3) benché fedele ad Aristotele e san Tommaso d’Aquino, elude l’orientamento gerarchico che in loro caratterizza la polarità di sesso e genere (“Aristotle’s sex and gender polarity orientation”). Su quest’ultimo punto, la studiosa osserva che modelli di caratteri femminili, e specialmente la figura di Beatrice, costituiscono controesempi (“counterexamples”) al concetto aristotelico di donna. Non solo: al centro dell’opera dantesca è la sua stessa personalità di essere umano, in radicale contrasto, poniamo, a san Tommaso d’Aquino, nella cui opera la personalità dell’autore scompare completamente e intenzionalmente. Inoltre, mentre Agostino sviluppa la propria personalità in dialogo con Dio, e Boezio in dialogo con la Filosofia, Dante è il primo a introdurre lo sviluppo della propria personalità attraverso un dettagliato dialogo inter-genere fra un uomo e una donna (“detailed intergender dialogue of a woman and a man”). Così, la parte più ampia di queste pagine di Allen è dedicata all’insegnamento che Dante riceve (rovesciando ogni stereotipo di genere), da una donna saggia e virtuosa: Being Taught by a Wise and Virtuous Woman. Ed è qui che l’autrice di The Concept of Woman sottolinea che mentre Diotima in Platone e la Filosofia in Boezio incorporano alcune determinate caratteristiche di sapere e virtù, la Beatrice di Dante va oltre: la donna da lui amata è infatti raffigurata come un essere umano il cui corpo glorificato e la cui anima sono pienamente integrati (“Beatrice is depicted as a human being whose glorified body and soul are fully integrated”). Il Paradiso, insomma, è il lungo in cui ‒ abolita la proprietà privata ‒ l’essere umano, uomo e donna, uomo o donna, si realizza integralmente.

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