Piero De Luca chiede il collegio plurinominale. La candidatura di Alfieri resta ancora incerta

Scritto da , 18 gennaio 2018
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Ha fatto la sua prima apparizione in Transatlantico, Piero De Luca che ieri si è visto in compagnia di Assunta Tartaglione, Stefano Graziano e Tino Iannuzzi. “Oggi non parlo. Per me parla il segretario regionale. Sono qui per la direzione del partito..”, ha dichiarato il primogenito del governatore ai cronisti prima di raggiungere la sede della direzione nazionale del Partito democratico. De Luca jr attende il disco verde da Renzi per una candidatura alla Camera dei Deputati, cercando, se è possibile, di evitare il collegio uninominale e piazzarsi direttamente alla testa di quelle plurinominale. Ma la lista verrà approvata la prossima settimana. Sul tavolo di Renzi c’è anche il caso Alfieri, l’ex sindaco di Agropoli pronto a scendere in campo, senza se e senza ma. Per ora Matteo Renzi annuncia solo due candidati: «Paolo Siani è il nostro primo candidato. Abbiamo chiesto a una importante esponente del mondo del sindacato, della Cgil, Carla Cantone di essere con noi e lei ha accettato». Anche le deroghe al limite dei tre mandati parlamentari, previste dallo statuto del Pd, saranno decise nella Direzione del 26 gennaio, che approverà le liste elettorali. Lo prevede il Regolamento delle candidature approvato ieri dalla Direzione del Pd. Il Regolamento esclude gli eletti uscenti che non sono in re- gola con il pagamento delle quote al Partito. In attesa della deroga c’è anche Tino Iannuzzi, sulla carta candidato al Senato. Per ora il via libera del Pd è andato ai membri del governo Gentiloni che potranno, dunque, candidarsi tutti. Il regolamento – approvato ieri – stabilisce che Renzi “promuova un confronto con i segretari regionali”. A quel punto Renzi, “valutate le proposte pervenute dai segretari Regionali e tenuto conto delle sollecitazioni dei territori e del pluralismo interno”, proporrà alla Direzione i candidati nei collegi uninominali e nei listini proporzionali. Sono candidabili gli iscritti al Pd e gli elettori Dem, in regola con i requisiti di legge e con il Codice etico del partito. Nell’accettare la candidatura, ciascun candidato sottoscrive un impegno a partecipare in modo attivo alla campagna elettorale e a contribuire economicamente “secondo quanto stabilito dalla tesoreria nazionale”. Non sono candidabili quanti non hanno contribuito al finanziamento del partito, secondo quanto stabilisce lo Statuto del Pd, e quanti hanno superato il limite dei tre mandati parlamentari, salvo quanti saranno inseriti nelle liste in deroga allo stesso Statuto. Le liste e le candidature saranno approvate dalla Direzione “in un’unica votazione a maggioranza assoluta”. I ricorsi potranno essere presentati nelle 12 ore successive alla Commissione elettorale di Garanzia.

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