Piazza di Siena: il giorno dei Fabulous Four. La Coppa è dell’Italia

Scritto da , 26 maggio 2018
image_pdfimage_print

Emilio Bicocchi vince la gara dello small tour e la 150 premio land rover. Il quartetto azzurro bissa la vittoria dello scorso anno

 

Dal nostro inviato GIULIA IANNONE

 La seconda giornata di gare ha preso avvio, nel campo in sabbia galoppatoio, con una 145 in two phases che è stata vinta da Emilio Bicocchisu Easy Time de Villa D’arto ( Ita-2009) con il tempo di 22,20. In realtà il podio è tutto appannaggio dei rappresentanti dell’aeronautica, perché alle sue spalle troviamo il giovanissimo napoletano figlio d’arte, attualmente trasferitosi in Nord Europa, Giampiero Garofalo in sella ad Emo (2009-Ned) che ha chiuso nel tempo di 22,28, sul gradino basso del podio Lorenzo de Luca sulla femmina italiana , Zeta di Sabuci con 22.97. C’è ancora e sempre Emilio Bicocchiin vetta alla classifica della seconda gara di giornata, stavolta disputata sullo storico ovale della Piazza. Con la complicità di Faliane W, cavalla italiana di soli 8 anni, ha vinto la categoria 150 premio landRover against the clock, fermando il cronometro a 57,56.  Emilio l’aveva detto di tenere gli occhi puntati su questa cavalla “Tra i cavalli che ho qui a Roma c’è Faliane, è giovane ma tanto qualitativa e credo molto in lei! “ A meritarsi la seconda posizione è il cavaliere turco Derin Demirsoy su Dadjak Ter Puttenen (2003,Tur) con il tempo di 58,18 che per la verità fino all’ingresso in campo dell’azzurro ex cavaliere di Ares, era stato il leader incontrastato della classifica provvisoria. Terzo “il signore della velocità ”, Mr.  Master of Faster in persona,  Gianni Govoni che in sella ad una nuova partner a quattro gambe, Suzie II (2007-Ita) ha chiuso con il tempo di 58.27. Ma veniamo alla gara più attesa della giornata, il venerdì in Piazza di Siena è sempre dedicato alla Coppa delle Nazioni. Prima di parlare dell’affermazione di oggi, farei doverosamente un passo indietro per rammentare qualcosa. A fine gennaio 2018 venne diramata, dalla Fei,  la notizia clamorosa secondo la quale lo Csio di Roma veniva escluso dal circuito Longines di Coppa delle Nazioni per il 2018. Una notizia scioccante e  concreta al contempo: tra le otto sedi di gara per la prima divisione d’Europa, Roma non è presente. Roma è completamente sparita dal circuito. Mal comune mezzo gaudio, perché oltre Roma, non compare lo Csio del Belgio di Lummen. I due eventi sono stati rimpiazzati dagli Csio di Sopot e Samorin. Dunque Piazza di Siena non figura come un evento agonistico  utile alla conquista dei punti per le squadre che gareggiano nel circuito di Coppa delle Nazioni. Questa è una precisazione quanto mai doverosa e dovuta ai lettori, addetti ai lavori e non. E che Roma sia uscita dal circuito Longines – ma inserita in quello Rolex-  lo ha fatto un po’ capire anche il tracciato di oggi, bello bellissimo, con salti degni di Roma Caput Mundi, sul verde brillante che dà tutto un altro aspetto all’ovale, ma il percorso mostrava indubbiamente  una situazione molto delicata ed interessante e da interpretare in maniera accurata, solo   al numero 9 e 10, in uscita di riviera, salto ancora azzurro tavoline ad ondina, con passaggio rustico a seguire. Non certo proibitivo come era d’abitudine, salutato da diversi netti. Delle 9 squadre intervenute: Usa, Svizzera, Germania, Svezia, Canada, Olanda, Nuova Zelanda, Francia ed Italia,  la squadra americana era data per favorita con la presenza rilevantissima di HH Azur e Mclain Ward, l’ Olanda di Rob Ehrens  ha   schierato  il 14enne mitico e leggendario, Zenith, oggi 14enne con l’unico cavaliere che ha saputo e potuto negli anni interpretarlo a puntino: Jeroen Dubbeldam, il cui risultato è stato scartato, riconosciamo  tra i nomi pregnanti di cavalli francesi , Sangria Du Coty con l’acrobatico Roger Yves Bost. Dunque l’Italia di Duccio Bartalucci quest’oggi fa il bis, dopo l’anno scorso quando si infrangeva una lunga attesa durata 32 anni,  e si afferma in Piazza di Siena, chiudendo  con 4 penalità totali, lasciandosi alle spalle gli Stati Uniti d’America di Robert Riedland che ha chiuso con 8 e la Svizzera di Andy Kistler a pari merito. Gli azzurri artefici dell’impresa 2018 sono: Luca Marziani con Tokyo du Soleil(0/0), Giulia Martinengo Marquet con Verdine SZ( 0/4),Emanuele Gaudiano con Caspar 232( 0/elim) e Bruno Chimirri con Tower Mouche(Rit/0). Il quartetto italiano, dopo una prima manche chiusa in testa con zero penalità a pari merito con Svizzera e USA, nella seconda ha saputo mantenere i nervi saldi e conquistare una ennesima  vittoria , grazie al netto finale di Bruno Chimirri e di Tower Mouche.  “Questo risultato” ha sottolineato in conferenza stampa Duccio Bartalucci”  arriva dopo la vittoria dello scorso anno e il fatto che la squadra fosse composta per tre quarti da binomi diversi dai protagonisti della precedente edizione, dimostra che oggi possiamo contare su un numero maggiore di cavalieri e di cavalli competitivi a questo livello. Una buona notizia ovviamente, soprattutto in considerazione dell’agenda agonistica internazionale che è sempre molto fitta e impegnativa.”Bello ed empatico l’intervento della campionessa d’Italia, Giulia Martinengo Marquet “I miei tre compagni sono stati favolosi ed è con loro che abbiamo costruito questa vittoria. Devo rivolgere un grazie particolare a Duccio perché ha scommesso su di me prendendosi non pochi rischi. Ha ritenuto di inserirmi in squadra sulla base di un solo risultato e cioè quello dei campionati italiani dello scorso aprile. Entrare in questo campo con una cavalla con cui non avevo mai fatto una Coppa delle Nazioni prima è stata un’emozione pazzesca e in più vincere… incredibile! Se posso permettermi un paragone, con Verdine mi sento come a casa perché è molto simile ad Athletica, una delle mie cavalle di punta fino a qualche anno fa”.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->