PIano di Zona dell’Agro nocerino. Storia e futuro di una telenovela interminabile

Scritto da , 11 novembre 2015
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Piano di zona, è l’ora della verità per Maddalena Di Somma: i sindaci hanno passato la parola alla coordinatrice dell’ambito e chiedono di ritirare il concorso per tutelare l’ente dopo gli ultimi episodi.
L’antefatto.
Prima la denuncia e le visite della Guardia di Finanza che ha acquisito gli atti della gestione del personale dal 2008 ad oggi. Poi le assunzioni dirette a tempo determinato di parenti e mogli di consiglieri comunali di Scafati ma anche di politici di Sarno e non solo. Poi la nomina di un candidato della lista del neo sindaco di San Valentino Torio, scelto per occupare il posto di ingegnere che prima ricopriva lo stesso Michele Strianese. Come se non bastasse, ultimo in ordine di tempo, il presunto “via vai” di domande date in anticipo ad alcuni candidati per la selezione di venti profili professionali all’ambito. Un esposto in Procura aveva fatto emergere la presenza di questi “pizzini” scritti a mano da uno dei commissari. Inevitabile il polverone che queste accuse avevano causato. Eppure i sindaci avevano deciso di riconfermare Maddalena Di Somma per altri sei mesi al piano di zona, rinnovabili. Tutti d’accordo tranne il comune di Nocera Inferiore con il sindaco Manlio Torquato che aveva deciso di astenersi prendendo di fatto le distanze da questa gestione. Insieme a lui anche una lunga serie di commissari d’esame avevano presentato le loro dimissioni. Dulcis in fundo, nei giorni scorsi era stato rinviato il concorso per sociologi in quanto – dopo una denuncia giornalistica – era emersa la presunta incompatibilità di una commissaria – Maria Teresa Dato, dirigente del comune di Sarno – che aveva anche contemporaneamente il ruolo di socia in una ditta del terzo settore che in pochi mesi aveva ricevuto dal piano di zona (su richiesta del comune di Sarno dove lei è dirigente dei servizi sociali) un affidamento diretto da 20 mila euro per un centro polifunzionale per anziani. Subito c’erano state altre dimissioni di commissari e poi il ritiro del concorso per sociologi dove Dato era commissaria. Ieri poi la resa dei conti tra i sindaci.

La decisione del coordinamento
Quella di ieri è stata una riunione al vetriolo: Sarno, San Valentino e le due Nocera hanno dato il loro pare di un’immediata e necessaria sospensione. Angri, Scafati, Corbara e Roccapiemonte invece sono per la continuazione dei concorsi. Insomma, si sono rotti i giochi: basta unanimità, i sindaci non sono d’accordo e passano tutto nelle mani della dirigente che deve decidere se procedere senza la fiducia di tutti i sindaci. Intanto stamattina ci sarà il colloquio per psicologi e potrebbe anche essere a rischio la sue esecuzione.

Il futuro del Piano di Zona
Ciò che è certo è che – concorso oppure no – Maddalena Di Somma sta traghettando il piano di zona verso la fine in quanto lo scorso 30 ottobre i sindaci hanno comunque votato per smantellare il piano in tre presidi territoriali che possano essere più gestibili e meno soggetti a “discussioni” interne, anche su disposizione della nuova normativa in materia. Inoltre, ad essere d’accordo con questa nuova veste è anche il presidente del piano di zona, Pasquale Aliberti, sindaco di Scafati. Nei giorni scorsi a dire il vero sembrava più propenso ad annullare i concorsi in favore di una riconferma – fino allo smantellamento già votato – delle persone assunte finora. Ieri invece ha fatto pesare la sua scelta di voler andare avanti. Ad avere l’ultima parola però è Maddalena Di Somma, la dirigente di Scafati nominata dallo stesso Aliberti lo scorso anno alla guida dell’ambito s1.

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