Piaga lavoro nero in provincia di Salerno: edilizia settore più irregolare

Scritto da , 27 Luglio 2013
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Edilizia pecora nera. Agricoltura sulla strada giusta. La grana è sempre quella del lavoro nero in provincia di Salerno. E’ un quadro “stazionario” quello presentato dal report della Direzione territoriale del lavoro di Salerno, guidata dall’ingegnere Rossano Festa, che ieri mattina ha presentato il report delle attività ispettive del 2012. Tutte, o quasi, le attività e i settori passati in rassegna dagli ispettori della Direzione, coadiuvati in taluni casi dagli uomini della Guardia di finanza e dei carabinieri. Una squadra di 55 uomini (51 ispettori e 4 carabinieri) che ha effettuato ben 3.300 ispezioni a fronte delle 2740 programmate all’inizio dello scorso anno. Edilizia. Il settore si conferma quello con le maggiori irregolarità registrate. Sulle 1.440 aziende ispezionate, ben 789 (ovvero più della metà con un dato che si attesta al 54,79%) sono risultate con posizioni irregolari. Per quanto riguarda i lavoratori del comparto edile, 420 su 2.407 non sono regolari e ben 310 di essi sono lavoratori in nero. Insomma, nei cantieri della provincia di Salerno perdura insistentemente la piaga del lavoro nero. Allarmante il dato relativo alla vigilanza tecnica del settore edile che si è occupato della verifica dell’applicazione delle norme di prevenzione infortuni e di igiene del lavoro nell’esecuzione dei lavori nei cantieri edili. Qui, il problema della sicurezza ha sempre rappresentato un punto nodale. Trecentoventidue i cantieri ispezionati, 577 le ditte controllate. E’ in quest’ultimo caso che i numeri si fanno agghiaccianti con la bellezza di 528 imprese irregolari. E anche il numero delle prescrizioni da parte degli ispettori è significativo: a fronte di 577 aziende controllate, le prescrizioni sono state 1.082. Insomma, una fotografia piuttosto cupa del settore edile. Agricoltura. Tiene meglio il settore agricolo che fa registrare un lieve miglioramento per quanto concerne il riscontro di aziende irregolari rispetto al dato numerico del 2011: le imprese ispezionate sono state 593 di cui 187 sono risultate essere irregolari.Dei 1980 lavoratori occupati, 328 sono irregolari e la maggior parte di essi (284) lavorano in nero. I controlli della Dpl però non si sono fermati alle sole aziende agricole, ma hanno interessato anche le imprese di manipolazione e trasformazione di altri prodotti alimentari come panifici, pasticcerie, per un totale di 131 aziende controllate (50 irregolari) e 461 lavoratori occupati (102 irregolari e 77 a nero). Commercio e pubblici esercizi. Decisamente più “confortanti” nella loro drammaticità, i dati inerenti il commercio ed il terziario con 597 aziende ispezionate, di cui 140 irregolari e 71 operai a nero a fronte di 1.126 lavoratori occupati. Industria e artigianato. 510 aziende controllate di cui 216 irregolari, con 141 lavoratori in nero su 1.355. Le zone a maggior tasso di irregolarità sono quelle dell’Agro-nocerino-sarnese, della Piana del Sele e del Vallo di Diano. «Grazie alla sinergia con carabinieri e fiamme gialle – ha commentato il direttore Rossano Festa – abbiamo potuto effettuare numerose ispezioni mirate, da cui poi siamo riusciti anche a recuperare, a fronte delle sanzioni, dicverse migliaia di euro. Ma il cammino è ancora lungo. Il lavoro nero continua a rappresenare la piaga più significativa, con particolare rilievo nell’edilizia. C’è stato un lievissimo calo delle irregolarità dovuto, oltre alla crisi, anche alla stretta sui controlli. Sentendo il fiato sul collo le imprese ci pensano due volte. Il nostro compito è anche quello di salvaguardare la corretta concorrenza tra le aziende».

Marta Naddei

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