Per un fisco efficiente ed equo

Scritto da , 2 Novembre 2020
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Una riforma fiscale in un Paese complesso come l’Italia richiede approfondimento e coinvolgimento. Partiti e governo devono studiare a fondo la questione e avanzare delle proposte che vanno poi discusse con i sindacati, gli imprenditori e i soggetti direttamente coinvolti come ad esempio i commercialisti e i tributaristi

Di Alessia Potecchi

E’ il momento di elaborare una vera e seria riforma fiscale. Penso che gli interventi da fare siano quattro: il primo, contrastare sul serio l’evasione, l’elusione e l’erosione fiscale. La denuncia dell’Agenzia delle Entrate è di 950 miliardi di cui però addirittura 800 sono inesigibili, è uno scandalo che deve terminare, il fisco deve essere efficiente ed equo.  Bisogna intervenire con una digitalizzazione consapevole della pubblica amministrazione. Il secondo intervento dovrà agire su di un’imposta come l’Irpef che incide solo sul lavoro, trascurando le rendite e i profitti della finanza che rimangono privilegiati. L’Irpef, infatti, vede l’80% delle imposte corrisposto da lavoratori dipendenti e pensionati mentre, trecentomila italiani accumulano i loro averi nelle banche svizzere e decine di migliaia nei paradisi fiscali. Il terzo intervento dovrà tendere a ridurre il cuneo fiscale. Alcuni passi in avanti sono stati fatti, ma occorre completare l’opera. Il quarto intervento dovrà semplificare il sistema normativo ed agevolare il più possibile il pagamento delle imposte. Una riforma fiscale, in un Paese complesso come l’Italia, richiede approfondimento e coinvolgimento. Partiti e governo devono studiare a fondo la questione e avanzare delle proposte che dovranno, poi, essere discusse con i sindacati, gli imprenditori e i soggetti direttamente coinvolti come, ad esempio, i commercialisti e i tributaristi. La riforma fiscale è fondamentale per la vita di un Paese. Nessuno può indicare una soluzione senza un confronto e la collaborazione di chi deve aiutare a realizzare un fisco moderno, progressivo ed equo. La riforma deve essere strutturale e riguardare la rimodulazione, anche graduale, degli scaglioni, affinché tutti i redditi soggetti all’imposta ne possano beneficiare, inoltre, della riduzione dell’Irpef ne beneficieranno le famiglie, i dipendenti, i pensionati, le imprese ed i professionisti senza dover scegliere un settore ad esclusione di altri. Sono anni, però, che si parla della revisione delle varie agevolazioni fiscali le c.d. tax expenditures e della lotta all’evasione fiscale, per supportare la riforma dell’Irpef e oggi si sono create le condizioni ottimali per una non più rinviabile riforma, che deve andare a beneficio di tutti, soprattutto di chi ha sempre onorato il dettato costituzionale con il pagamento delle imposte. Si parla oggi giustamente di un patto fiscale che premi la fedeltà fiscale, che passa attraverso un fondo nel quale far confluire i proventi della lotta all’evasione da restituire sotto forma di calo delle tasse. Lo ha proposto il ministro dell’Economia per introdurre in ambito fiscale un nuovo fondo da alimentare con i proventi delle maggiori entrate che verranno successivamente restituiti, in tutto o in parte, ai contribuenti sotto forma di riduzione del prelievo. Il sistema fiscale tedesco si compone di quattro scaglioni e una maxi aliquota variabile che cresce progressivamente al reddito nella fascia in cui si concentrano la maggior parte dei contribuenti, che prevede una no tax area quindi, una soglia di reddito esente da imposte  a 9.000 euro. Un meccanismo che potrebbe diventare iperprogressivo tanto quanto cresca il reddito, ponendo però un tetto del 43% ovvero, l’attuale aliquota massima. Verranno cancellate, così, le detrazioni per tipologia di reddito e le curve Irpef sarebbero tre, differenziate per dipendenti, pensionati e autonomi.  Si andrebbe ad ottenere, in questo modo, un’ Irpef più semplice, senza i salti d’imposta che caratterizzano l’impianto attuale, più facile da leggere per il contribuente, più semplice da gestire per i governi. Bisogna restituire fiducia ai contribuenti, dando loro la possibilità davvero di avere un sistema fiscale equo, giusto, semplificato e progressivo che porti l’attenzione sui valori sociali e che sia capace con determinazione di accompagnare e supportare il contribuente al pagamento delle imposte. Oggi e, anche nel passato il fisco, è sempre stato visto come un qualcosa di lontano e oscuro, dobbiamo cambiare questa visione e questa mentalità, creando le condizioni per un fisco che si faccia amico e promotore dei contribuenti, trasformandoli, finalmente in attori protagonisti di questa dimensione. Un sistema fiscale che non spaventi ma che diventi una tappa e un momento naturale di condivisione delle nostre risorse, per poter stare tutti meglio, in cui tutti, senza nessuna esclusione, contribuiscono al bene della società. Si parla spesso di economia e finanza sostenibili con i valori dell’etica che mettano al centro le persone: la stessa cosa, la stessa riflessione si deve fare nel formulare la nuova riforma fiscale, solo così potremo fare quei passi in avanti di cui oggi abbiamo un gran bisogno.

Responsabile Dipartimento Economico PD Milano Metropolitana

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