«Per il bocciodromo servono 12 mila euro e non petizioni»

Scritto da , 16 marzo 2014
image_pdfimage_print

Protagonista di tanti eventi di fama nazionale e internazionale, oggi il bocciodromo di via Santa Margherita è invece oggetto di ferrate critiche. «Non meritavo questo comportamento sleale e quest’iniziativa subdola da parte degli attivisti del Movimento 5 Stelle. Sono stati qui, conoscevano bene la situazione e le nostre problematiche e ora le hanno usate contro di me». A parlare è il presidente, che dirige da 12 anni il bocciodromo in località Santa Margherita a Salerno – Antonio Barra – al centro delle ultime polemiche scatenatesi contro la struttura con tetto in amianto. A sollecitarne la rimozione sono i 5 stelle che hanno negli ultimi giorni allestito dei banchetti in piazza Largo Prato a Pastena e in Via Achille Napoli (nei pressi del centro sociale), proponendo la firma di una petizione da parte dei residenti della zona. «Fanno leva sulla pericolosità della questione, ma siamo tutti interessati. Personalmente non mi sono mai opposto alla risoluzione del problema, anzi io stesso ho provveduto a cercare soluzioni di ogni genere -continua il signor Barra con documentazione alla mano – Molte volte ho contattato l’Arpac per richiedere sopralluoghi, spesso caricandomi delle spese. Ho chiesto consulenza al Comune incontrando più volte gli assessori alla mobilità e alle politiche ambientali Luca Cascone e Gerardo Calabrese e all’Iacp , l’Istituto Autonomo Case Popolari. E’ una questione meramente politica; in vista delle elezioni hanno pensato bene di trovare qualche situazione da sfruttare a loro favore» Così il direttore della struttura spiega il comportamento degli attivisti pentastellati, che tra l’altro, stando sempre a quando dice Barra, sembrano aver spinto con insistenza molti dei membri del circolo- per la maggioranza anziani- a firmare. La struttura, costruita nel 1975 è di proprietà dell’Iacp, che a quanto pare non riesce ad accordarsi con il Comune per la risoluzione del problema. «Noi vogliamo attivarci, ma siamo bloccati per la mancanza di fondi» 12.000 euro è la stima dei costi per lo smaltimento e molto più esosa quella per l’allestimento di una nuova copertura. Il sodalizio insomma non è in grado con le sue entrate di supportare le spese necessarie e senza un accordo tra l’Iacp e il comune la questione non può che restare irrisolta. «Contattati anche il presidente della Coni Nello Talento e la regione Campania, non sappiamo a chi altro rivolgerci. Siamo aperti a qualsiasi intervento, anche privato, per la risoluzione del problema». Questo l’appello di Barra, che ha più volte ribadito l’inutile sottoscrizione della suddetta petizione, che non può bastare a risolvere un problema di natura esclusivamente economica. Insomma senza soldi non si cantano messe. Maria Rainone

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->