Per Cosimo Melillo resta solo l’accusa di corruzione

Scritto da , 14 Agosto 2020
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di Pina Ferro

Dovrà rispondere solo di corrizione l’imprenditore battipagliese Cosimo Melillo, arrestato nello scorso mese di giugno per una vicenda relativa a presunte truffe poste in essere ai danni dei cittadini di Battipaglia che si rivolgevano ai servizi cimiteriali del Comune della Piana del Sele.
Il tribunale del riesame ha accolto parzialmente l’istanza di Costantino Cardiello, difensore dell’imputato.
I giudici del Riesame dopo aver esaminato gli atti hanno annullato in gran parte l’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Salerno, confermando solamente l’ipotesi di reato di corruzione.
Cosimo Melillo imprenditore edile 59enne era stato destinatario di una misura cautelare ai domiciliari con braccialetto elettronico, eseguita dai carabinieri della compagnia di Battipaglia. Insieme all’imprenditore finirono nei guai anche due dipendenti del Comune.
Per tutti le accuse erano di corruzione, truffa aggravata e abuso d’ufficio.
L’indagine, avviata l’estate scorsa dall’Arma, traeva origine dall’anomala presenza all’interno del cimitero di Battipaglia di Melillo, soggetto già gravato da una condanna per 416 bis del 2008, in quanto ritenuto sodale del clan camorristico “Giffoni – Noschese”, all’epoca egemone sul territorio. In particolare, aveva destato sospetto il fatto che quest’ultimo eseguisse la quasi totalità delle operazioni di polizia mortuaria, fuori dai formali circuiti amministrativi dell’ente locale.
Secondo la Procura vi sarebbe stati uno stabile patto corruttivo tra pubblici funzionari ed imprenditori in danno del Comune di Battipaglia e dei privati cittadini, indotti con l’inganno a versare somme di danaro dall’ammontare variabile per ottenere i servizi cimiteriali. L’operazione denominata “Ade” ha svelato come i due impiegati comunali sospesi, in combutta con l’uomo, violassero stabilmente tale regime, intascando direttamente i soldi da parte di privati cittadini.

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