Pdl, i frondisti pongono il veto sugli uscenti: “Via tutti”

Scritto da , 8 Gennaio 2013
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«Possiamo consentire che si candidino parlamentari uscenti che non abbiamo mai visto?». Il succo della vicenda è tutto qui. Al di là del commissariamento imposto da Angelino Alfano l’antivigilia di Capodanno, quando, seppur in clima elettorale, si pensava a tutt’altro. La fronda del Pdl guidata dall’ex coordinatore provinciale Antonio Mauro Russo ieri mattina, nuovamente, ha messo le cose in chiaro. Un incontro che, confessa Russo, per la prima volta si è tenuto in una sede diversa rispetto a quella ufficiale: ossia al coordinamento provinciale di via Porta Elina.
Su Carfagna nulla quaestio, dicono, ed è considerata, afferma Pasquale Aliberti: «Uno dei parlamentari uscenti, ad onor del vero anche Cirielli, che hanno tutto il diritto di scendere in campo nuovamente». Insomma se l’ex ministro sarà capolista non ci sarà nessun veto. Il problema riguarda gli altri. «Vi pare che l’Agro Nocerino Sarnese può essere rappresentato dal senatore Giuseppe Esposito, che non ho mai avuto il piacere di vedere personalmente?», afferma il sindaco di Scafati che rincara: «O la parte Sud da Pasquale Vessa?». «Se questa dovesse essere la lista – prosegue – noi ci tiriamo fuori».
E afferma ancora: «Ho visto il ritorno di Antonio Lubritto, colui che fino a ieri ha lanciato dure accuse. Ora è li. Per noi tutto questo è assurdo».
Ma non sarà un addio al Pdl. Questo è confermato da tutti i presenti. Quindi da Antonio Mauro Russo, Pasquale Aliberti, Massimo D’Onofrio e Vincenzo Paolillo. Ma nel gruppo ci sono, seppur con un posizione più attendista e fiduciosa, Eva Longo e Mimmo Di Giorgio. Oltre – dicono – una schiera che conta più di venti amministratori locali.
Certo è che il commissariamento, non è che stia stato digerito con tanta facilità. «Salerno fondamentalmente – dice Russo – è l’unica provincia che ha subito un commissarimento. E onestamente non comprendo il perché. La scissione con i Fratelli d’Italia è avvenuta un po’ ovunque. Poi se si considera che, stando al vecchio assetto, Antonio Iannone ha aderito al movimento di Meloni, Crosetto e La Russa, Matteo Cortese è un fedelissimo della Carfagna e sta lì, l’unico ad essere stato escluso sono stato io».
«Ora vogliamo un incontro con i vertici regionali e nazionali», chiedono Russo e Aliberti che proseguono: «Qui esporremo le nostre proposte. Se saranno valutate siamo pronti a metterci in gioco, in caso contrario la responsabilità del flop (perché flop sarà) sarà in capo solo ed esclusivamente del commissario Carfagna».
Stando ai nomi, ossia alle liste, Aliberti riconferma che «sia io che mia moglie non saremo candidati». «Io – dice – mi candiderò nuovamente a sindaco di Scafati, mia moglie, alle quale è stata proposta la candidatura, ha rifiutato». Restano in campo le proposte più probabili di Russo e D’Onofrio. Ma la vera sintesi potrebbe essere Eva Longo che per Aliberti: «E’ una valida espressione del territorio. Ma i nomi verranno poi».
Insomma uscenti no, esclusa la Carfagna, per una lista che sia rappresentativa del territorio. Ossia che non «mortifichi il territorio di Salerno, che non resusciti nessuno, soprattutto chi non ha contatto con la gente». Ed, infine, sostiene D’Onofrio: «Che tenga in considerazione la nostra proposta. Siamo l’ultimo baluardo. Il partito si sta svuotando».

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