Pd, Landolfi scrive a Guerini: “Rivedere la segreteria regionale”

Scritto da , 23 novembre 2015
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di Andrea Pellegrino

Il Pd lavora su un doppio binario: il caso De Luca in Regione e le Comunali a Napoli. Due destini che sostanzialmente sono incrociati tra di loro. Oggi si riunirà la prima segreteria regionale a marchio Renzi che avrà all’ordine del giorno le primarie napoletane con l’annuncio della candidatura di Antonio Bassolino; e la vicenda regionale con il pressing sul governatore per rimodulare la giunta inserendo i partiti, alla luce anche dell’inchiesta giudiziaria romana nonché della recente pronuncia della Corte Costituzionale sulla legge Severino che metterebbe in bilico la poltrona del presidente. Nicola Landolfi, segretario provinciale del Pd e fedelissimo di Vincenzo De Luca chiede un intervento del Nazareno ed una modifica della segreteria varata solo qualche giorno fa e che vede al suo interno Gennaro Migliore e Pina Picierno, due esponenti democrat mandati direttamente da Matteo Renzi. Nella sua veste di componente della direzione regionale, Landolfi scrive a Lorenzo Guerini e Assunta Tartaglione. «Come certamente saprete – spiega il segretario provinciale di Salerno – non ho condiviso la composizione della nuova segreteria regionale, che non risolve le contraddizioni che voleva superare e, anzi, ne apre di più importanti e profonde; con un pezzo del partito, quello di Rifare l’Italia, che manca, e un altro pezzo, quasi la metà dei territori, che mancano, “di fatto” e “di diritto”. Si tratta, ovviamente, di valutazioni oggettive e costruttive, alle quali, in modo più coerente e conseguente, potreste dare riscontro positivo, almeno, individuando un componente della provincia di Avellino e uno della provincia di Benevento, territori esclusi inopinatamente, che ne entrino a fare parte». Sempre oggi, intanto, si riunirà la conferenza dei capigruppo in Regione per stabilire la nuova data del consiglio regionale, con l’opposizione che attende l’audizione di Vincenzo De Luca in aula sulla vicenda giudiziaria. Se non dovesse farlo, annuncia, presenteranno la mozione di sfiducia, predisposta, tra l’altro, anche dal Movimento 5 Stelle. Intanto Mara Carfagna torna all’attacco: «Da cinque mesi a questa parte la Campania è una Regione immobile, paralizzata, perché appesa al filo della Legge Severino. E’ gravissimo che l’immagine della Regione da fine maggio ad oggi sia limitata alle sole vicende personali e giudiziarie del suo governatore».

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