Pd e Forza Italia, la notte dei lunghi coltelli

Scritto da , 26 gennaio 2018
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di Andrea Pellegrino

Al Nazareno è via vai. Così come ad Arcore. E’ in questi due luoghi che nelle prossime ore si decideranno le candidature. Alle 10,00 si riunisce la direzione nazionale guidata da Matteo Renzi. Nel centrodestra è tutto nelle mani di Silvio Berlusconi. I nodi di Renzi sono quasi tutti da sciogliere in Campania. A partire dalle deroghe con la richiesta di Tino Iannuzzi di tornare in Parlamento. Una richiesta supportata da Rosato e Franceschini ma abbastanza complessa da far passare in direzione. Per ora la deroga vale solo per i componenti del governo. Campania che, tra l’altro, dovrebbe vedere la candidatura dello stesso Renzi, combattuto ora tra due strade: quella del consenso locale e quella dell’immagine nazionale. Insomma, i due nodi ruotano tutti intorno all’entourage deluchiano. Il primo riguarda proprio il figlio del governatore, Piero, che vorrebbe candidarsi come capolista del plurinominale, lasciando l’uninominale ad un big del partito. Se dovesse passare questo principio, Renzi dovrà fare i conti anche con altre richieste, stoppate fino adora con la tesi: “I voti vanno ricercati sull’uninominale”. Secondo caso riguarda il capo staff del governatore della Campania. Dunque Franco Alfieri, che in quanto a voti è una macchina da guerra. Resta il marchio di “Re della frittura” che potrebbe compromettere l’immagine del Partito democraticoa livello nazionale. Così come fu per il Referendum costituzionale. Ma c’è di più: la discesa in campo di Alfieri scatenerebbe la famiglia Vassallo, con Dario che ha già annunciato una campagna nazionale contro il Pd. Fino a ieri sera le uniche certezze dalle nostre parti, riguardano Angelica Saggese (Senato) e Giusy Fiore (collegio uninominale Agro). Blindato anche Simone Valiante,indicato da Emiliano. Non si esclude che possa correre in un collegio napoletano mentre la corrente di Andrea Orlando avrebbe rinunciato alla riproposta di Tonino Cuomo che, però, dalla sua, avrà la giusta ricompensa: nei prossimi giorni dovrebbe essere formalizzatala nomina a presidente di Ecoambiente. Attendono il Cav. i forzisti salernitani. Ieri Berlusconiha lanciato “Tajani premier” e nelle prossime ore comporrà tutte le liste. Silvio Berlusconi avrebbe posto un veto rispetto alla candidatura alle politiche di consiglieri regionali ed europarlamentari campani. Ed ancora avrebbe imposto società civilenei listini. Al momento nel salernitano ci sono due certezze: MaraCarfagna capolista alla Camera, seguita dal coordinatore provinciale Enzo Fasano. Tutto il resto è ancorada definire. Tra i candidati civici su cui punta Forza Italia in Campania spuntano i nomi di Giovanni Caputo, ex presidente dei Giovani Imprenditori di Napoli e di Gerardo Motta, imprenditore della provincia di Salerno vicino a ForzaItalia ma che ha mostrato piu’ volte apprezzamento per il governatore Pd, Vincenzo De Luca ed anche a Franco Alfieri. Spazio anche al Rettore dell’Universita’ degli studi di Salerno, Aurelio Tommasetti e alprefetto Umberto Postiglione.Quanto alle alleanze, invece, l’altrodato è che gli azzurri cedono il collegio di Salerno città, lasciando la sfida a De Luca ai Fratelli d’Italia.Ci penserà dunque Gennaro Esposito, ex consigliere comunale di Baronissia “combattere” nel regno diDe Luca. Altro collegio dei Fratelli d’Italia sarà quello dell’Agro, occupato da Edmondo Cirielli che guiderà anche il listino plurinominale della Camera. Al Senato, invece, ci sarà AntonioIannone, attuale coordinatore regionale di Fdi. Imma Vietri e Luisa Maiuri gli altri esponenti che potrebbero completare i listini. Inuscita, invece, Nino Marotta che con molta probabilità non troverà spazio nei collegi salernitani. Il deputato uscente potrebbe “salvarsi”solo sul napoletano, utilizzando la tecnica delle passate elezioni.

 

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