Paky Memoli:«Sono stata minacciata, c’è l’inchiesta»

Scritto da , 29 Luglio 2016
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di Brigida Vicinanza

Paky Memoli combatte la sua battaglia da sola. Nonostante il suo posto in maggioranza, la quota rosa di Campania Libera fa parte del gruppo dei “malpancisti” alla quale le scelte di Enzo Napoli proprio non vanno giù. E nel rispetto delle regole, con eleganza la consigliera esprime il suo dissenso, ravvivando la seduta del Consiglio comunale di ieri, che si stava lentamente trascinando tra ringraziamenti per l’elezione e consensi per il sindaco Enzo Napoli. Un intervento cominciato all’insegna di “io non ho paura e non taccio”, dopo aver sottolineato di essere stata vittima di minacce. Al centro di una querelle con l’attuale vertice cittadino, infatti la dottoressa ha raccontato di aver ricevuto delle missive direttamente nel suo studio che ora sono oggetto d’indagini da parte delle forze dell’ordine. “Il rispetto deve essere reciproco ed io non taccio. – ha affermato la Memoli – Nei giorni scorsi sono stata oggetto d’alcuni avvertimenti alla porta del mio studio professionale che è stata tappezzata di manifesti su cui era scritto di tutto. Ma anche lettere anonime e soprattutto una in cui mi si diceva di tacere”. Una affermazione che ha lasciato sgomento il Salone dei Marmi, con Paky Memoli che ha continuato. “Non taccio, ho chiamato la polizia che ha rilevato le eventuali impronte digitali e c’è un’indagine in corso. Si tratta di messaggi anonimi ma, forse, chi li ha realizzati potrebbe anche sedere in questa aula ora non lo so”. Clima d’accuse, proprio perché la Memoli aveva iniziato il suo intervento ribadendo la propria linea di dissenso nei confronti del sindaco Napoli. “Il sindaco Napoli nei giorni scorsi mi ha convocato per offrirmi una presidenza di una Commissione consiliare permanente. – ha rimarcato la dottoressa Memoli – ma io ho rifiutato. Rispetto la scelta del sindaco nell’individuare gli assessori ma di certo non la condivido”. Non è mancato comunque da parte della Memoli il sostegno che darà in ogni caso alla cittadinanza, la volontà di voler fare, soprattutto in “rosa”, lo stare accanto alle donne, rimarcando l’importanza al femminile dell’occupazione, del valore che la donna ricopre in società e soprattutto nella città di Salerno, da sempre alla base delle idee, proposte e azioni della consigliera comunale in tutti gli anni in cui è stata seduta in Consiglio, anche tra i banchi dell’opposizione. E nel segno del “rosa”, ma anche del malcontento, Paky Memori fa sapere che non mollerà comunque. Al suo fianco anche l’avvocato Antonio D’Alessio, ex presidente del Consiglio, che rientra nel gruppo di quei malcontenti dell’ultima tornata elettorale. “Ringrazio tutti i miei elettori che sono stati davvero tanti. – ha affermato – solo che a dire la verità attendevo la chiamata del sindaco Napoli. Ma a parte l’amarezza, questa non è una polemica. Napoli ha fatto le sue scelte ed io le rispetto”. Tra l’altro D’Alessio ha rifiutato in queste ore il ruolo di capigruppo della lista Campania Libera.

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