Pagani al voto. Lotta fratricida negli schieramenti

Scritto da , 26 Maggio 2015
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La situazione politica a Pagani

Il centrodestra

PAGANI.  A meno di una settimana dal voto, tira aria di tempesta all’interno del partito forzista paganese. A poco più di un anno dalla ricostruzione del partito berlusconiano, avvenuto in concomitanza delle elezioni amministrative dello scorso anno, che ha visto protagonista uomini e donne che avrebbero dovuto reggere unitariamente il partito, il gioco di squadra necessario per affrontare i problemi sembra pura utopia. In questo momento, la gestione del partito sarebbe tutt’altro che condivisa. Un momento di crisi che arriva a pochi giorni dal voto per le elezioni regionali, che rappresenteranno la prova del nove per il partito di Berlusconi, che da tempo è attraversato da dissapori che non promettono nulla di buono e potrebbero ripercuotesi anche sull’assetto politico-amministrativo della città, in quanto partito di maggioranza del sindaco Bottone. Il barometro di Forza Italia Pagani ha virato a burrasca in seguito anche all’addio ufficiale di Raffaele Maria De Prisco, ex assessore della città di Pagani, che nelle scorse settimane ha lasciato il partito, in seguito alla scelta di candidare alle elezioni regionali la consigliera Maria Rosaria Esposito, da lui supportata alle scorse elezioni comunali. Un addio importante per De Prisco, che è stato protagonista della rinascita del partito forzista nella città di Pagani. L’addio di De Prisco, porta però all’entrata nel partito cittadino di Aniello Sicignano ex assessore e dell’ex consigliere comunale Pietro Pisacane. I due ex amministratori paganesi da sempre espressione del centro destra, hanno annunciato nei giorni scorsi l’adesione al tricolore. Potrebbe decidere di indossare la casacca forzista anche l’ex assessore all’ambiente Alfonso Marrazzo, sfiduciato nei mesi scorsi dal suo partito “Grande Pagani” e da Paolillo. Il suo ingresso potrebbe avvenire subito dopo le elezioni regionali, vista anche l’amicizia che lo lega al sindaco di Scafati Pasquale Aliberti, orfano proprio di Vincenzo Paolillo, e visto il suo sostegno in questa tornata elettorale per la moglie di Aliberti, in corsa per Palazzo Santa Lucia. Insomma, il partito paganese subito dopo le elezioni regionali dovrà mettere mano al suo assetto interno e risolvere, a quanto pare, molte questioni. E c’è poi da valutare l’impatto, sui già precari equilibri del partito, di un possibile “banco” di Alberico Gambino, ex forzista ora sotto la bandiera di FdI in corsa per una riconferma e che potrebbe rimescolare tutto a proprio vantaggio.

 

Il centrosinistra

Anche nel centrosinistra cominciano le prime fibrillazioni in vista delle elezioni per il rinnovo della cariche elettive in seno alla Regione Campania. Da valutare l’impatto sull’elettorato di Vincenzo De Luca, uscito con le ossa rotte dal confronto televisivo con Caldoro e perfino con la Ciarambino, espressione dei cinquestelle e che i sondaggi (spesso in contraddizione tra di loro) danno in svantaggio rispetto al governatore uscente Stefano Caldoro. Toccherà allora ai candidati al consiglio regionale sbracciarsi le maniche e recuperare terreno rispetto agli sfidanti. È un po’ quello che sta capitando anche nell’Agro Nocerino Sarnese, già penalizzato dalle scelte del Partito Democratico provinciale nella scelta dei candidati. Manca infatti un vero “big” del posto capace di canalizzare consensi sottraendoli al centrodestra. Ci proverà Luca Cascone, assessore alla Mobilità di Salerno che a Pagani potrà contare non solo sulla sua famiglia d’origine ma anche e soprattutto sul supporto elettorale del gruppo che fa capo all’ex segretario democratico Emilio Toscano. Un appoggio compatto, consolidato dai continui contatti tra Cascone e il gruppo politico paganese. Diverso il discorso per gli altri candidati che, invece, potranno contare sull’appoggio “di singoli” come nel caso di Franco Picarone che a Pagani conta su due sponsor della vecchia politica paganese, Angelo Grillo e il presidente del consiglio comunale Antonio Donato. Pare però che anche un gruppo di “giovani democratici” voglia puntare sul politico salernitano, già assessore alle Attività Produttive e che già nel 2010 puntò ad uno scranno in Consiglio regionale mancandolo per un soffio. In città si è vista anche Anna Petrone che ha incontrato i cittadini in piazza la scorsa domenica. In campo anche Federico Conte che a Pagani può contare su un buon bagaglio di voti.

 

La sinistra

Viene da Castellammare di Stabia l’espressione della sinistra “dura e pura” per le imminenti elezioni regionali. Salvatore Vozza, onorevole ed ex sindaco della città delle acque prova una scalata davvero impossibile, quella di essere il quarto incomodo nella corsa alla presidenza della Regione Campania. Nell’Agro, e in particolare a Pagani, si è visto poco, preferendo più i palcoscenici provinciali. Nella città di S. Alfonso potrebbe contare sul circolo locale di SEL che andrebbe a supportare il tentativo politico di Vozza. È un’incognita però la quantità di voti che il circolo locale riuscirà a riversare sul candidato vista anche la pochezza, in termini elettorali, del gruppo paganese che, fra le altre cose, si presenta a questa tornata, orfana anche di numerosi pezzi, passati in altri schieramenti .

 

I cinque stelle

Potrebbe essere la vera sorpresa di questa anemica campagna elettorale, priva di forme e di contenuti. Valeria Ciarambino da Pomigliano d’Arco, 42enne impiegata e attivista del Movimento Cinque Stelle, potrebbe rappresentare il vero modello di novità rispetto ai canoni politici attuali. Un programma politico in perfetto stile gillino, a partire dal taglio degli stipendi del Consiglio e della Giunta regionale per un valore di circa 4 milioni di euro all’anno. Un piano che fa il paio al taglio dei vitalizi e degli affitti d’oro che potrebbe avere, secondo la Ciarambino, un impatto sulle casse regionali di circa 16,3 milioni di euro. Sforbiciata anche per le consulenze sanitarie e auto blu. Esenzione totale del ticket sanitario, metrò del mare e soprattutto reddito di cittadinanza i cavalli di battaglia. Non è ben  chiaro però dove trovare le coperture finanziarie per tali progetti e soprattutto capire da dove arriverà il consenso elettorale. A Pagani, la Ciarambino si è vista per un tour tra i cittadini e per la visita di alcune aziende ma, sembra, non possa contare sul supporto di un gruppo unito. Il M5S a Pagani è frazionato e molti degli attivisti sono impelagati in una specie di lotta tutta interna per la scelta del portavoce del movimento sul territorio. E questo potrebbe causare un dimezzamento dei consensi

 

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