Pacifico e il suo “disegno politico per Salerno città turistica e artistica”

Scritto da , 22 Settembre 2021
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Progettare un disegno politico, turistico e d’avant guarde mirato alla tutela dei diritti sociali ed ambientali: è questo l’obiettivo principale dell’imprenditore Piero Pacifico, candidato al consiglio comunale di Salerno con il Psi, a sostegno della candidatura a sindaco di Vincenzo Napoli, a capo dell’amministrazione uscente per far sì che al centro dell’agenda politica ci sia l’arte e il turismo. Di fatti, l’imprenditore eclettico e appassionato attende lo scrutinio delle urne il 5 ottobre per rinfrancare il moto perpetuo delle ultime settimane. In quali condizioni appare “Salerno per il turismo”? “Siamo finalmente in cammino verso la meta. Di sicuro è stato fatto tanto ma ci sono ancora molti progetti da realizzare. Ricordo l’inaugurazione di “Piazza della Libertà” avvenuta due giorni fa e confido nel potenziale turistico di tutta l’area tirata a lucido. Il programma in corso prevede il collaudo del ripascimento delle spiagge, in vista dell’estate 2022 a prova di élite balneare. Inoltre, un’attenzione particolare verrà data al Mare, protagonista indiscusso della nostra città che presto non avrà nulla da invidiare alle acque della Costiera Cilentana e Amalfitana. È chiaro che bisognerà concentrare gli investimenti su nuovi impianti di depurazione. Per le mie esperienze professionali, la missione principale, sarà rendere Salerno una città artistica; le Luci d’Artista sono solo una bozza del disegno turistico che ci impegniamo di portare avanti. Ho già riferito al Sindaco che spero di poter contribuire in Consiglio Comunale con le mie idee. In primis propongo di finanziare la scena artistica salernitana, variopinta e cospicua perché possa collaborare attivamente nel fenomeno di fascinazione della città, sia nell’artigianato che nello spettacolo. Un ulteriore correttivo che propongo è quello di spalmare le luci natalizie ad altri quartieri e ottimizzare mobilità e parcheggi che si dispongano appropriatamente senza paralizzare la città nel periodo dell’esposizione delle luci. Suggerisco ancora di istituire nuovi eventi nel corso dell’anno per celebrare Salerno città artistica e dei giovani e restituire respiro e identità commerciale, da sempre forza trainante per la nostra comunità”. Ha più volte dichiarato il suo coinvolgimento verso la tematica ambientale. Quale appello vuole fare ai lettori? “Per certo, incoraggerei la consapevolezza sociale e umanitaria. Il nostro mare è spesso soggetto all’incuria dei suoi bagnanti. Bisogna riconoscersi come interpreti dell’assistenza cittadina ambientale”. Il suo ingresso nel Partito Socialista è un come un sigillo che segna il passaggio da una riflessione ad una nuova prospettiva. Quale? “Il Partito mi ha nutrito di forti ideali sociali. La competenza e lo spessore morale di chi è capo del Partito, Enzo Maraio, nonché Segretario Nazionale del Partito, ha corroborato in maniera significativa alle mie riflessioni in principio. Bisogna che l’Italia, a partire dai movimenti Regionali, riconosca la maestria di Maraio come “compositore” di Liste affiatate e mirate verso un obbiettivo comune; insomma, un’orchestra politica di nuova generazione. In ultima “autoanalisi”, la mia decisione volge lo sguardo al passato, alla memoria quasi rivoluzionaria della nostra città, resa possibile grazie ai valori del Partito già all’epoca di Enzo Giordano e incisi a fuoco dall’attuale Governatore, Vincenzo De Luca. Volevo rendermi partecipe di un cambiamento e assumermi una responsabilità sociale coerente al mio percorso lavorativo”. Come sta vivendo gli ultimi giorni della campagna elettorale? Cosa si aspetta dal suo cammino politico? “Dagli inizi della campagna ad oggi ho conosciuto, vissuto e ascoltato le persone della città. Nelle difficoltà del Covid-19, si ha avuto modo di esprimere la parte di sé più vera, nel bene e nel male. Nonostante i colloqui mi abbiano rinvigorito e accresciuto, resto in attesa per la gratifica finale all’ultimo atto, il 5 ottobre. Sarà il popolo a decidere se volermi come rappresentante di un percorso di crescita o se restare un’escursionista politico e appassionato. La mia routine lavorativa è produrre percezioni interiori attraverso immagini pubblicitarie. Mi piacerebbe riservare un posto speciale alle nuove generazioni, ancora escluse dal patrimonio culturale della città. I miei figli possono desiderare un futuro diverso che tuteli le capacità del singolo. Sono giunto alla seconda metà della vita in cui si vuole lasciare un segno e voglio prendere parte al miglioramento della nostra città, come esecutore e come spirito creativo”. Andrea Orza

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