Ospedali Covid, l’inchiesta ad un punto di svolta

di Erika Noschese C’è ancora l’ombra della Corte dei Conti sugli ospedali Covid realizzati in Campania, in tempi rapidi, in piena emergenza Coronavirus. Si tratta di strutture prefabbricate che, in quasi tutto il territorio regionale, non sono mai entrati in funzione, non è mai stato effettuato il collaudo e, soprattutto, non c’è mai stata assunzione di personale. L’inchiesta è nata nel mese di agosto, in piena campagna elettorale per le elezioni regionali: ad essere iscritti nel registro degli indagati il manager dell’Asl Na1, Ciro Verdoliva; il consigliere regionale Luca Cascone; il presidente della Soresa, la centrale regionale per gli acquisti, Corrado Cuccurullo e Roberta Santaniello, ingegnere e dirigente dell’Ufficio di diretta collaborazione del presidente della Regione oltre che interfaccia con la direzione generale per il governo del territorio, i lavori pubblici e la protezione civile. Ieri mattina sono emerse delle novità: su richiesta della Procura regionale della Corte dei Conti – che ha avviato una inchiesta sulle responsabilità contabili e patrimoniali in ordine alla realizzazione ed al mancato funzionamento degli ospedali Covid in Campania – il presidente di Campo Sud, Marcello Taglialatela, ha depositato agli organi della magistratura contabile il testo dell’ultimo esposto presentato nei giorni scorsi alla Procura della Repubblica. Stando a quanto emerso, la Corte dei Conti avrebbe già acquisito una notevole documentazione in ordine al danni erariali e patrimoniali realizzati dalla Regione Campania durante le fasi di gara relative agli ospedali Covid di Napoli, Salerno e Caserta. “Spero che entrambe le Procure facciano luce il prima possibile sul contenuto delle mie denunce. La vicenda della truffa dei ventilatori polmonari rappresenta una ennesima vergogna per il presidente De Luca che si esibisce esclusivamente in inutili apparizioni televisive”, ha dichiarato il presidente di Campo Sud, l’onorevole Marcello Taglialatela. Intanto, a Salerno si teme una seconda ondata di contagi e la direzione generale dell’azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, nella giornata di ieri, ha provveduto ad effettuare i collaudi presso il centro covid locale. All’ospedale Giovanni Da Procida, in particolare, è in allestimento il Covid center con la divisione di pneumologia potenziata e gli stessi fisiatri sarebbero impegnati presso i moduli di terapia intensiva del Ruggi d’Aragona per collaudare attrezzature e macchinari, in caso di ricoveri di massa. Una strategia per non farsi trovare impreparati se la seconda ondata di contagi dovesse colpire pesantemente la Campania. ed ut perspiciatis unde omn