Orfini (Pd): sospetti e riserve su De Luca, ma sono garantista

Scritto da , 16 novembre 2015
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“Io ho combattuto contro De Luca a Salerno, ai tempi del congresso, sul terreno della politica. E’ ancora sulla politica, non sulle inchieste, che lo critico anche oggi. In lui si è incarnato un fenomeno di cesarismo che non serve al Pd”. Lo afferma il presidente del Pd Matteo Orfini in una intervista a Libero nella quale spiega di avere “riserve” dal punto di posta politico su De Luca ma di essere assolutamente “garantista” per quello che riguarda l’inchiesta che ha coinvolto il governatore della Campania. “Dopo un risultato che faceva impallidire la Bulgaria 97% a 3% per lui – spiega Orfini – ai tempi della mozione Cuperlo, decisi di candidarmi nel collegio di Salerno per provare a ripristinare un po’ di agibilità democratica”. Il risultato, osserva, “era abbastanza sospetto, direi. E non aggiungo altro. Se in uno scrutinio ti votano tutti, allora bisogna davvero preoccuparsi”. “Bisogna capirsi – sottolinea – De Luca è un ottimo amministratore, ha fatto cose importanti” ma “ha un tratto di personalizzazione che ormai sovrasta ogni cosa. E poi una modalità eccessiva nei rapporti con i soggetti che non fanno parte del suo mondo”. Inoltre, aggiunge, “vedo una gestione autoritaria del partito, non disgiunta da una continua ricerca di polemiche con chi non la pensa come lui o si trova sulla sua strada”. Detto questo “ho tutte queste riserve su De Luca ma sono un garantista convinto. E lo sono anche con lui, aspetto di vedere cosa altro emerge dall’inchiesta – conclude Orfini -, c’è una responsabilità, già ammessa, del capo gabinetto, ma anche il fatto che il marito della giudice che ha provato il ricatto la nomina che voleva non l’ha avuta. Quindi non chiedo dimissioni per questa storia, attendo: aspettiamo la magistratura”.

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