«Ora possiamo uscire dal commissariamento ma sono procedimenti che richiedono tempo»

Scritto da , 20 settembre 2018
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Erika Noschese

«E’ necessario rivalutare i criteri di riparto». E’ questa la “sentenza” di Giuseppe Longo, manager dell’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona, intervenuto nel corso dell’assemblea nazionale tenutasi ieri mattina a Salerno, indetto da Cgil, Cisl eUil per celebrare il 40esimo anniversario dell’istituzione del servizio sanitario nazionale. In Campania, riferiscono gli ultimi studi, l’aspettativa di vita è ridotta di molto, rispetto agli anni passati. «I dati epidemiologici ed in modo particolare l’istituto superiore di sanità li ha validati e dicono che la speranza di vita in Campania è ridotta rispetto alle regione capofila quindi le regioni del nord», ha dunque dichiarato Longo, parlando della necessità di rivalutare i criteri di reparto. La Campania, infatti, soffre di un sotto finanziamento rispetto alle altre regioni italiane: «in modo particolare siamo l’ultima regione in termini di finanziamento pro capite. Siamo una regione in piano di rientro, con una penalizzazione fortissima», ha dichiarato ancora il dirigente generale dell’azienda ospedaliera universitaria. Ad aggravare una situazione già di per sé complessa ancora una volta il blocco del turn over del personale, «uno degli effetti del commissariamento per cui per 9 anni non abbiamo potuto reclutare il personale e questi due elementi, da soli, determinano già degli effetti negativi nell’organizzazione dei servizi sanitari tanto che la nostra regione non soffre nell’aspetto tecnico-professionale nel senso che abbiamo dei valenti importanti professionisti, sia medici che infermieri ed altre professioni sanitarie. Il problema è di tipo organizzativo-strutturale». Una situazione dunque critica seppur con un lato positivo: il piano nazionale esiti, infatti, sta registrando un miglioramento degli indicatori assistenziali così come sulla griglia Lea che mostra come la Regione Campania stia avanzando in termini di punteggio.«Questo significa che se ci fanno uscire in maniera definitiva dal commissariamento è probabile che la nostra regione riesca a recuperare un Gap significativo tra noi e le regioni del nord», ha aggiunto Longo, secondo cui iniziano ad esserci tutte le condizioni per uscire dal commissariamento perché la richiesta è stata fatta in maniera appropriata ma anche perché da ormai 5 anni la Regione chiude in pareggio i propri conti così come in questi ultimi anni si iniziano a registrare miglioramenti sulla griglia Lea. Ora, non resta che attendere lo sblocco dei fondi previsti dall’articolo 20. Si tratta di soldi destinati alla ristrutturazione edilizia per i nuovi ospedali o per mettere a norma quelli già esistenti, anche grazie agli indicatori di reddito che, da un punto di vista assistenziale, mostrano risultati significativi di miglioramento, come l’assunzione di 250 unità in 9 mesi, proprio su richiesta del manager Longo. «I numeri iniziano ad essere di valore e ci sono tutte le condizioni per potercene uscire ma è chiaro che sono procedimenti che richiedono tempi di valutazione tecnico politico sul tavolo ministeriale».

Una tavola rotonda per discutere della sanità in Campania, parola ai sindacati

Salerno “capitale” della sanità. Ma solo per un’assemblea nazionale. Nella mattinata di ieri, infatti, i segretari generali delle sigle sindacali di Cgil, Cisl e Uil , rispettivamente Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo hanno tenuto una tavola rotonda per discutere del tema della sanità in Campania. Grande assente il ministro della Salute, Giulia Grillo. «Uscire dal commissariamento vuol dire finanziare il fondo sanitario, ridurre la spesa privata per le famiglie che spesso corrisponde alla rinuncia a curarsi, vuol dire occuparsi delle liste d’attesa e vuol dire intervenire sui ticket e quindi garantire il diritto al cittadino», ha dichiarato la Camusso. Per il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, «uscire dal Piano di Rientro come richiesto dal governatore De Luca è una decisione da prendere al momento e non per ragioni politiche: «Se nel campo della sanità non si è al passo con i tempi si deve commissariare ad acta. Se adesso la Regione Campania è arrivata al momento di poter uscire dal commissariamento lo si deve decidere al momento e non per ragioni politiche», ha dichiarato invece. Per il segretario generale Annamaria Furlan, non è più sopportabile continuare con i tagli alle strutture, alla ricerca, al personale. «Ci vuole un piano serio, a livello nazionale che rimetta al centro il diritto alla salute», ha aggiunto invece la responsabile della sigla sindacale.

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