«Oneri oscuri per i consiglieri del presidente De Luca»

Scritto da , 19 Luglio 2016
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di Andrea Pellegrino

I consiglieri politici del presidente? «Gli oneri potrebbero qualificarsi occulti». Il Collegio dei Revisori dei Conti non nasconde le preoccupazioni in merito alla valanga di nomine firmate da Vincenzo De Luca. Ma soprattutto in merito ai consiglieri del presidente, introdotti in maniera massiccia dal governatore. I revisori (Antonio Porcaro, Vittoria Salvato ed Enrico Severini), in particolare, rispondono ad una nota del Movimento 5 Stelle. «Risulta non individuata – scrivono – una corretta copertura finanziaria che in una decisione di spesa presuppone un’attendibile quantificazione degli oneri finanziari». A non essere quantificati sarebbero gli eventuali rimborsi spese previsti all’interno dei decreti di nomina. «Avevamo sollevato le nostre perplessità denunciandole pubblicamente – afferma Tommaso Malerba, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale della Campania – I Revisori dei Conti mettono nero su bianco con un documento ufficiale i nostri stessi timori». «E’ vero che svolgono quell’incarico a titolo gratuito – sottolinea – ma la chiave di lettura ovvero il costo è nei rimborsi loro consentiti per le spese sostenute e che ovviamente devono essere sempre documentare». «Constato che per queste spese non sia previsto un tetto massimo – aggiunge – insomma diventa difficile individuare i reali costi e quindi prevedere una corretta copertura finanziaria». «Ci auguriamo, come Movimento 5 Stelle, che De Luca voglia chiarire questa vicenda – conclude – mentre i Revisori dei Conti hanno inviato la documentazione, tra gli altri, anche alla sezione di controllo della Corte dei Conti per verificare se ci siano danni oppure no per le casse regionali». Ma ai consiglieri politici del presidente è legata anche la vicenda delle auto blu. Dodici dovrebbe essere i fortunati Partiamo da Franco Alfieri, consigliere regionale mancato, sindaco di Agropoli, approdato ultimamente a Palazzo Santa Lucia con l’incarico di consigliere politico del presidente delegato alla caccia, pesca ed agricoltura. Anche il neo nominato «Oneri oscuri per i consiglieri del presidente De Luca» Luigi Carmelo Della Greca, che arriva direttamente da Salerno, super dirigente al bilancio ai tempi di De Luca sindaco, viaggerà in auto blu con autista. Ancora un altro salernitano: Enrico Coscioni che si occupa di sanità, dopo non essere stato rieletto in aula consiliare. Ci sono poi Biagio Iacolare, Nello Di Nardo, Sebastiano Maffettone (che è anche presidente della Fondazione Ravello), Costantino Boffa, Patrizia Boldoni – che oltre ad occuparsi di turismo a Palazzo Santa Lucia è anche a capo della Scabet – poi Mario Mustilli (che si occupa di economia), Paolo De Joanna, Francesco Caruso ed Umberto Siola. Anche ieri la commissione affari istituzionali, con all’ordine del giorno il contestato regolamento sulle auto blu è andata deserta. «L’assenza del Pd ha determinato la mancanza del numero legale». A contestare ciò sono Gennaro Saiello e Luigi Cirillo, consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle e membri della Commissione Affari istituzionali. «E’ andato in scena il solito copione in Commissione – dice Saiello – avremmo dovuto discutere del regolamento che disciplina l’uso delle auto blu anche per i consiglieri delegati del presidente De Luca – afferma – invece per l’ennesima volta registriamo l’assenza dei componenti della maggioranza». «Addirittura il presidente Alfonso Piscitelli in grande difficoltà – continua Saiello – per giustificare le assenze ci ha riferito che molti consiglieri regionali del Pd erano impegnati a Caserta per la formazione della giunta. Si resta senza parole – continua Cirillo – la maggioranza mostra spaccature e tensioni interne che dovrebbero allarmare De Luca. Il Movimento 5 Stelle da tempo denuncia anche un altro fatto grave – prosegue Cirillo – il segretario della Commissione Affari istituzionali ovvero il consigliere Graziano è da mesi assente e non svolge il suo ruolo istituzionale. E’ la terza volta che pongo il problema – conclude Cirillo – oltre al numero legale manca la stessa legittimità di funzionamento della Commissione».

 

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