Obesità: in Campania il grasso è scoppio di vita!

Scritto da , 27 settembre 2018
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Allarmanti i dati riguardo l’incremento dei disturbi alimentari nei bambini grazie anche alla “tradizione” delle famiglie in cui cibo è pari ad affetto

Nella mia attività di nutrizionista mi trovo tutti i giorni a confrontarmi con persone con problemi di peso. C’è chi deve perdere tanti chili, chi ha solo qualche chiletto di troppo e vuole imparare a mangiare sano; chi chiede una dieta vegetariana o vegana e chi invece vorrebbe incrementare la propria massa muscolare. Si potrebbe quasi dire che abbiamo tutti problemi di peso o, perlomeno, vorremmo tutti migliorarci, modificando le nostre abitudini alimentari. La cosa che però mi sta molto spaventando ultimamente è il forte incremento di bambini obesi che, accompagnati dai genitori, spesso anch’essi con problemi di peso, mi contattano in cerca di aiuto. E’ ormai un dato certo che la Campania  è la regione con il più alto tasso di obesità e circa una persona su due è in sovrappeso. La cosa allarmante però è che anche l’obesità infantile è in forte aumento e la provincia di Salerno, purtroppo, non è da meno. La domanda che dobbiamo porci è: come mai?  Per spiegarlo spesso mi trovo a raccontare ai miei pazienti un aneddoto. Insieme ad una mia collega, normopeso come me, ci trovammo a visitare un bambino obeso grave insieme a sua madre ugualmente obesa. La signora guardandoci preoccupata disse: “Dottore ma non è che mio figlio diventa magro come voi? Non sia mai, guardatelo ora come scoppia di vita!”. Questo aneddoto che mi fa sempre sorridere nasconde in realtà un preoccupante modo di pensare collettivo, in cui il bambino grasso è visto come un bambino sano e non come un soggetto malato. Questo bambino avrà l’affanno quando giocherà o correrà insieme ai suoi amici, un più alto rischio di contrarre diabete e malattie cardiovascolari in futuro, per non parlare dei problemi psicologici che potrebbe accusare nel relazionarsi a persone di peso normale. Non è un caso che molti bambini spingono i genitori a contattarmi perché stanchi di essere presi in giro dai loro coetanei. Possiamo parlare di un modo di pensare tipico del meridione, anacronistico e sbagliato, in cui il figlio di peso normale è visto malaticcio rispetto a quello in carne e con le scocche rosse che invece “scoppia di vita”, per dirlo con le parole della signora. Bisognerebbe quindi, a mio avviso, attuare un programma di educazione alimentare, partendo dalle scuole e dalle famiglie, in modo da sfaldare il falso mito di “grasso è bello” e abituarci all’idea che una persona grassa è una persona con maggiori rischi per la propria salute. Non è solo una questione di estetica ma appunto di salute! Mangiare bene infatti significa vivere meglio e più a lungo.  Non è colpa del bambino se mangia male, ma dei genitori che pensano che nel cibo ci sia la soluzione a tutti i problemi. A questo si aggiungono altre cattive abitudine sociali come il fatto che i bambini – nonché gli adulti – oggi preferiscono giocare con il proprio “Smartphone” anziché passeggiare o correre all’aria aperta, mangiare cibi già pronti anziché cucinare con le proprie mani alimenti più sani. I genitori con bambini in sovrappeso o obesi dovrebbero quindi subito rivolgersi a un nutrizionista, cambiare abitudini alimentari e invogliare i propri figli all’attività sportiva, al gioco – soprattutto all’aria aperta e in compagnia. Nessuna esperienza, più di uno sport di squadra, prepara alla vita e regala al bambino un grandissimo benessere psicofisico. Dobbiamo quindi tutti lavorare sulle nostre concezioni di ciò che è sano e di ciò che non lo è, perché solamente cambiando noi stessi e le nostre cattive abitudini a tavola e nella vita, possiamo sperare di migliorare i nostri figli.

Dr. Angelo Persico (biologo nutrizionista)

 

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