Notte “a secco” all’ospedale Ruggi Querelle per una mail non letta

Scritto da , 8 luglio 2018
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Brigida Vicinanza

Una mail non letta è alla base delle incomprensioni tra i reparti. Al San Giovanni di Dio passano la notte “a secco” e alcuni medici non erano stati informati della sospensione idrica per dei lavori interni. E da lì i disagi e le proteste, con annesse polemiche per tutta la notte. Molti medici infatti si sono lamentati di non essere stati informati in tempo per potersi organizzare, nonostante con le difficoltà è filato quasi tutto liscio. Il problema sarebbe sorto per una eventualità emergenza chirurgica che avrebbe fermato le sale operatorie in mancanza di acqua. In pronto soccorso macchina organizzativa che è funzionata alla perfezione, con il caposala Rino Finamore che ha provveduto a coordinare alla perfezione il personale infermieristico. Ma al pronto soccorso la problematica rimane quella dell’esubero di pazienti che non trova un posto letto nei reparti. Molti sono stati costretti in questi giorni ad attendere anche 5 giorni nelle aree del primo soccorso per essere “affidati” al reparto di competenza: «Una situazione che diventa disastrosa soprattutto nel periodo estivo, i nostri posti letto sono passati da 800 a circa 410 che rappresentano la metà di quelli che c’erano prima – ha dichiarato il caposala del ps – ma un plauso va comunque al Personale che in questi giorni con senso di abnegazione e con profonda responsabilità riescono a gestire tutte le emergenze». Ma quello che è successo nella notte tra venerdì e sabato probabilmente è frutto di un’organizzazione che internamente sta cigolando, anche alla luce degli ultimi episodi gravi degli ultimi mesi.

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