Noi con Salvini: «Sciopero della fame per tutelare chi?»

Scritto da , 16 novembre 2017
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Erika Noschese

La querelle messa in piedi dalla comunità dei senegalesi continua a tener banco. Dopo le recenti dichiarazioni del presidente Daouda Niang che definisce non turistica “una città che vieta ai poveri di lavorare” ecco giungere la replica del movimento Noi con Salvini Salerno. In una nota congiunta di Mariano Falcone e Tiziano Sica, rispettivamente segretario provinciale di NcS e segretario provinciale giovanile del movimento, attaccano la proposta di Niang a dar vita ad uno sciopero della fame ed un presidio per denunciare quello che accade ai cittadini extracomunitari sul Lungomare di Salerno. «Ci chiediamo prima di tutto una cosa: cosa significa questa affermazione? (riferendosi all’affermazione “Una città che vieta ai poveri di lavorare non è una città turistica ndr). Non ne cogliamo il senso né la polemica. Una cosa sola è chiara, certo una città turistica non fa una bella figura nel mostrare il suo salotto buono “ invaso” da venditori ambulanti, autorizzati e non, che vendono merce contraffatta, a danno non solo dell’immagine e dell’economia della città ma anche e soprattutto di quei poveri lavoratori che umilmente e nel rispetto della legge cercano di portarsi a casa la giornata. Lo sciopero della fame per tutelare chi? Chi vende merce contraffatta? Chi sul Lungomare spaccia droga? Certo non è il caso di tutti. Ci sono decine d’immigrati per bene, ma guarda caso gli spacciatori arrestati sul lungomare sono tutti extracomunitari. Tutelare chi vende merce senza pagare tasse? Mentre i commercianti salernitani pagano fior di tasse? Facciamolo lo sciopero della fame, ma per le migliaia di giovani senza futuro, per gli anziani con pensioni da fame mentre per gli immigrati quanto realmente viene stanziato al giorno? Facciamolo per i padri di famiglia licenziati, per coloro che perdono la casa per colpa delle banche. Facciamolo per i 5.000.000 di poveri che ci sono in Italia e che non arrivano a fine mese. Facciamolo per gli imprenditori strozzati dalle tasse; facciamolo per i lavoratori massacrati dalla legge Fornero; facciamolo per gli insegnati mortificati dal decreto sulla buona scuola; facciamolo per le forze dell’ordine, umiliate. Facciamolo anche per queste cause e non solo per chi viene in Italia a colazione pranzo e cena gratis, e pensa di imporci la propria legge», dichiarano Falcone e Sica. Dunque, la polemica sembra non giungere al termine con accuse al vetriolo da entrambe le parti e i continui botta e risposta della comunità dei senegalesi.

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