Nocerina, si ferma anche il pullman del club: sarà demolito

Scritto da , 12 Maggio 2015
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di Filippo Attianese

NOCERA INFERIORE. Continua su tre strade parallele la costruzione del futuro della Nocerina. Ad aprire il week-end c’è stato l’ennesimo incontro fra l’ex presidente rossonero De Marinis ed il suo staff, con la presenza del segretario Sellitti e del commercialista Villa. Il progetto resta sempre lo stesso: acquisire un titolo con diritto a partecipare alla Serie D ed operare una fusione con una realtà nocerina già iscritta in Figc, l’Atletico Agro; un percorso da compiere entro i primi di Luglio così da poter ottenere anche il cambio di sede e di denominazione in tempo utile. A caccia di un titolo c’è anche l’Associazione Nocerini, sempre attivissima in questo periodo. In questo caso restano forti i contatti con la piazza di Scafati e con il presidente Vaiano, intenzionato a passare la mano al termine della stagione. Ieri la società canarina è retrocessa in Eccellenza; l’acquisizione del titolo, quindi, comporterebbe probabilmente la necessità di ripartire da quella categoria.. L’obiettivo finale resta quello di creare una Polisportiva in grado di mettere insieme il calcio, che rappresenterebbe sempre l’attività di punta del nuovo progetto, con altre realtà sportive cittadine. E c’è poi la terza via, quella legata all’attuale dirigenza rossonera ed ad un consorzio di imprenditori non nocerini, intenzionato a dar continuità al progetto avviato nella scorsa stagione dal direttore sportivo Piemonte. A tirare le fila sarebbe Vincenzo Calce, imprenditore già in passato vicino alla Turris ed ad altre piazze campane. Anche in questo caso l’obiettivo è quello di ripartire dalla Serie D con ambizioni importanti. Insomma, le idee non mancano; la speranza è che qualcuna di queste si trasformi in un progetto concreto. Intanto ieri hanno fatto il giro del web le immagini del pullman della Nocerina portato via da un carro attrezzi; l’autobus è stato successivamente portato da uno sfasciacarrozze per essere demolito. Una sorta di catartico atto finale per eliminare uno degli ultimi brandelli rimasti della centenaria storia molossa.

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