Nocera. Duplice omicidio delle prostitute: Chiusa l’inchiesta su Nobile Izzo. Verso l’assoluzione il cavese Della Monica

Scritto da , 26 novembre 2015
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Nocera. Chiuse le indagini sul presunto serial killer delle prostitute anziane. Per la procura, il 52enne Nobile Izzo commise il duplice omicidio di Santina Rizzo e Maria Ambra per futili motivi e con crudeltà. Ma soprattutto l’indagato è capace di intendere e di volere. Il pm Giuseppe Cacciapuoti ha chiuso l’inchiesta pochi giorni prima del processo di appello a carico di Mario Della Monica, 54enne, falegname cavese, ultimo cliente della 63enne Rizzo, il quale era stato assolto dalla Corte di Assise di Salerno il 30 dicembre 2011, condannato a quattro anni di reclusione per omicidio colposo dalla Corte di Assise di Appello di Salerno nel 2013, mentre la Corte di Cassazione nel dicembre 2014 ha annullato la sentenza di condanna, disponendo che il processo venga nuovamente celebrato. Una chiusura indagine che potrà essere utile a scagionare Della Monica definitivamente.
«Abbiamo consegnato alla giustizia il vero colpevole degli omicidi. E’ stato incastrato dal secondo omicidio e da un certosino lavoro di indagini», affermò il procuratore Gianfranco Izzo all’atto del suo arresto. L’uomo avrebbe ammesso gli incontri con le prostitute nei giorni dei delitti, sostenendo però di non ricordare nulla delle due violente aggressioni. «Mi sono addormentato e poi mi sono risvegliato dopo molto tempo accanto a loro due che erano morte», avrebbe detto ieri agli inquirenti.
Le due vittime – la 63enne Santina Rizzo e la 74enne Maria Ambra- furono ammazzate rispettivamente il 13 febbraio 2010 e il 30 maggio del 2014. Il 52enne, durante l’interrogatorio svolto poche ore dopo il suo fermo, alla presenza del pm Cacciapuoti e del difensore Andrea Vagito, ha detto di non ricordare in nessuno dei due casi il momento dell’omicidio, sostenendo di essersi addormentato dopo aver consumato il rapporto sessuale con entrambe le donne e di essersi reso conto, una volta svegliatosi, dei delitti. Izzo, sposato e separato da qualche anno, senza figli, non era mai stato associato ad episodi di maltrattamenti familiari.  Il tappezziere fu  individuato dall’esame dei dati relativi al traffico telefonico rilevato nel luogo in cui è avvenuto l’omicidio di Ambra e dei tabulati telefonici di Santina Rizzo. Inoltre, è stata documentata la presenza dell’indagato nei luoghi di entrambi i delitti, attraverso la comparazione del suo profilo genetico con quelli estrapolati dalle tracce biologiche repertate in occasione degli omicidi. Sperma e tracce di fluidi corporei trovati su un fazzoletto all’esterno della baracca di via Lamia ed anche un mozzicone di sigaretta. Nel corso di una perquisizione domiciliare, erano state trovate un paio di scarpe compatibili – numero 48 circa – con un’impronta repertata in occasione dell’omicidio avvenuto lo scorso maggio e alcune corde per usi di tappezzeria simili a quelle usate per strangolare la Rizzo. «Posso essere stato io ad ammazzarle e potrei anche rifarlo». Queste, in sintesi, le agghiaccianti parole pronunciate da Izzo al pm Cacciapuoti

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